
Altro che The Smiths, questo qua c'ha in mente i RHCP.
A Matteo Garrone, che ha diretto i due migliori film italiani degli ultimi (tanti) anni, dobbiamo la produzione di questo delizioso quadretto di realismo quotidiano sulla terza età. Nonostante la leggerezza, il gusto di Garrone è evidentissimo. Giorgio di Gregorio (già sceneggiatore di "Gomorra") è regista e protagonista debuttante. Ha 60 anni, ma rimane una giovane promessa, vicino alle sue splendide vecchiette. Non fatevelo scappare.
You could have (made) it so much better, Franz Ferdinand. Again.
Al protagonista ci si affeziona, la musica di M.I.A. acquista senso e il più versatile dei registi europei sa come raccontare una storia.
Antony si spoglia, al punto di perdere il suo suono "drag queen". Toglie tutto ciò che gli è possibile. Riduce gli accompagnamenti all'importanza del pianoforte (Her Eyes Are Underneath The Ground, Daylight) o al risalto degli arpeggi di chitarra (Aeon). Gli archi, diretti da Nico Muhly, orchestrano, attorno alla sua voce, sinfonie più da "camera" che da Axl Rose.
L'intervista pre-film ad Oliver Stone mi aveva fatto temere il peggio. Invece il film è piacevole; lineare, pulito e recitato benissimo.
E' vero. C'è un po' di Black Sabbath e tantissimo T-Rex nel nuovo singolo degli U2. Glam sin dal titolo, mi pare bello!
Ho scoperto, nell'intervista a Mojo, che l'album dei Metallica preferito da James Hetfield è anche il mio: "Ride The Lightning".
Non lo rifarò, ma l'ho ascoltato tutto e sono terribilmente irritato.
E' morto Ron Asheton.
L'idea dei CCCP che qualsiasi luogo, anche la provincia più remota, possa diventare il centro del mondo è attuale più che mai.