Volevo ben dire
In Francia non avranno il Moige, ma il video dei Justice è finito ugualmente in prima pagina a Le Monde.
Sono convinto che il rock’n’roll sia legato al mito. La “realtà” non esiste.
In Francia non avranno il Moige, ma il video dei Justice è finito ugualmente in prima pagina a Le Monde.
Pur essendo decisamente migliore del debutto, questo secondo disco dei Kooks fa parte di quelli destinati alla stroncatura globale. Ne parlano male tutti: "maledetto Britpop".
Eppure "Konk" ha canzoni che "rotolano come pietre" (Do You Wanna), melodie primaverili da cantare all'aperto (Shine On), chitarre acustiche stile primi Turin Brakes (Sway) e progressioni elettriche irresistibili (Stormy Weather).
Si vede che la maggior parte di coloro che scrivono non ha alcun bisogno di dischi da ascoltare in automobile.
6/10
Un film di inquadrature. Lente. Bellissime.
Come quelle di quei film "cinesi" che non mi vanno giù.
Il direttore della fotografia Chris Doyle viene da là (2046) e il maniacale Van Sant (con cui aveva già lavorato in "Psycho") gli offre di utilizzare quello stesso occhio su un soggetto occidentalissimo.
"Paranoid Park" non è "Elephant", ma un esercizio di stile che alla seconda, terza visione può rapire.
Quanto Elliott Smith montato su quelle camminate..
Ce l'avranno il Moige in Francia?
Video diretto da Romain Gavras.
thanks to weekendance
Questa mia abitudine a recensire gli album solo quando ufficialmente pubblicati, in era di informazione 2.0, apparirà anacronistica quanto comperare un disco.
Nel caso di "Third", il cui leak circola ormai da un paio di mesi, la non "urgenza" del giudizio mi permette però di esprimere un'opinione certa.
Questo disco è un capolavoro.
Non nostalgico di ciò che furono il trip-hop o i Portishead negli anni '90, ma espressione di come tutto potesse essere ancora affinato, evoluto, privato di qualsiasi ammiccamento e reso contemporaneo 10 anni dopo.
Più adulto di quanto i Nine Inch Nails saranno mai (Machine Gun).
Cupo ed epico come un Apocalypse Now (le pale di Plastic, la giungla di We Carry On, l'odore di morte di Threads).
Nel suo equilibrio tra percussioni, elettronica, corde vocali ed elettriche "Third" suona come un disco senza tempo. Ma lo sapete già...
Immenso.
10/10
Nessun miracolo, ma Brian Eno qualcosa di buono forse è riuscito a portarlo. E intanto da oggi i singoli non si comprano più, ufficialmente.
Prima la splendida 505, che concludeva "Favourite Worst Nightmare". Poi, a Glastonbury, una versione di Diamonds Are Forever capace di guadagnarsi i complimenti di madame Shirley Bassey.
Ormai era chiaro: Alex Turner doveva trovare il modo di esprimere questo suo "lato". Intrigante ma troppo personale per essere affidato alla responsabilità del terzo album degli Arctic Monkeys.
Alex, il migliore della sua generazione, l'unico con un talento compositivo fuoriclasse, allora ha chiamato l'amico dalla voce identica: Miles Kane degli ancora "ignoti" The Rascals.
I due, coadiuvati dal solito James Ford, si sono fatti mettere a disposizione un'orchestra di 22 elementi, la London Metropolitan, e sotto la guida ispiratrice di Scott Walker hanno messo assieme 10 piccoli gioielli (12 per chi ama Richard Hawley).
Dei '60s "light-dramas" in cui l'orchestrazione riesce nel rarissimo obiettivo di rendere lieve ciò che solitamente trasforma in barocco.
Sentite My Mistakes Were Made For You.
Più che un side-project, un "gioco da ragazzi" in cui Ennio Morricone sembra dirigere i Coral per musicare 007 .
Un album meraviglioso come la sua copertina.
9/10
Questa tavoletta potrebbe presto diffondersi quanto la Cyclette negli anni '70.
Con il rischio che, in molte case, da dopodomani sarà difficile tornare ad avere il pieno controllo della propria Wii.
Scarsi. Scarsissimi.
Tutto "Amen" letteralmente massacrato da un'accozzaglia di suoni acuti e scomposti. Chitarre che non escono se non nelle pose sproporzionate di chi le imbraccia e valanghe di fastidiose tastiere "distorte" nell'inutile tentativo di riempire.
Va meglio nei pochi brani del repertorio "vecchio", là dove la musica conta molto meno e il debolissimo Bianconi può tornare al suo ruolo cantautorale.
Purtroppo, dal vivo, Charlie Fa Il Surf è solo fiacco casino, Panico non riesce a far muovere un piede, Alfredo non emoziona e Baudelaire suscita esclusivamente la rabbia della delusione.
Un disastro del quale ricordare solo due significative note di colore.
Tocca a Il Liberismo Ha I Giorni Contati. L'ingenuo Francesco ha notato che il pubblico del locale (tutto esaurito!) ha appena cantato a memoria anche la "vecchia" I Provinciali. Questi sono i suoi fans, non vede camicie verdi e, certo che il "male" alloggi sempre un po' più in là di dove ci troviamo, chiede: "Allora, le elezioni le avete vinte o le avete perse?".
Da sotto il palco, il popolo "it is a hard day's night and I've been working like a dog" urla: "Vinte!". Bianconi incredulo risponde: "E va beh!"
Alla fine di Alfredo (non credo certo a causa della poco emozionante esecuzione) una tipa delle prime file grida: "In Veneto non sarebbe successo!".
Bianconi, esterefatto, le si rivolge e cerca giustamente il confronto: "certo che siete terribili!", "ma chi sei tu, la fidanzata di Alfred Hitchcock?".
Forse in mente aveva Adolf Hitler, ma si trattiene, ci ripensa e sceglie di proseguire. Bianconi non è Manuel Agnelli e una così bella serata non la vuol certo rovinare con la mazza da golf.
Un giallo come espediente per "la qualità a tutti i costi".
Toni Servillo a parte (che pure esagera un po' nel suo voler recitare anche il respiro) la domanda è: se questo è il film che ha sbancato i David di Donatello, aggiudicandosi tutte le statuette previste per "Caos Calmo", cosa sarà mai "Caos Calmo"?
parte 2 - 3 - 4
Qui invece Machine Gun, We Carry On e The Rip al "Later with Jools Holland" nella versione lunga del venerdi. Vi consiglio di guardare anche i The Last Shadow Puppets che gli si sono alternati con The Age Of Understatment, My Mistakes Were Made For You e In My Room. Grande musica ieri sera alla BBC!
Forse Dell'Utri non avrà fatto a tempo a revisionarli. Ma al Corriere non si può dire si siano fatti cogliere impreparati.
Live, ieri sera, a Later with Jools Holland.
altri video da una live studio session a New York.
che il leader del principale partito all'opposizione sia una persona seria, capace di riconoscere la sconfitta. A sole 5 ore dalla chiusura delle urne. Con parole Veltroniane e uno stile che in Italia non ricordo di aver mai visto.
che i comunisti non esistano più.
che la maggioranza possa governare senza bisogno dell' UdC (speriamo).
che Pecoraro Scanio sia fuori dal parlamento.
che Giuliano Ferrara torni in tv (da giornalista).
che 9 "Radicali" siano entrati in parlamento.
Se avessimo votato solo noi.
Il centrosinistra avrebbe vinto:
PD al 56% e IdV al 4%
Il centrodestra sarebbe all'opposizione:
PdL al 7% e Lega al 6%
L'Arcobaleno (7%) sarebbe l'unico altro partito presente in parlamento.
Non ce l'avrebbero fatta La Destra (3%), il PS (1%) nè l'UdC (0%).
Affluenza del 66% e 3% di schede nulle.
Sarà andata come su onanrecords?
Alle 0.00 l'affluenza al sondaggino elettorale è stata di circa il 62% dei visitatori del blog (dato calcolato sulla media degli ingressi unici giornalieri dal momento della pubblicazione).
Chissà se anche le indicazioni di voto risulteranno così coincidenti con il risultato reale?
Altro che a Glasto.
Quest'anno si va tutti a Livorno, tanto i Verve ci sono anche lì.
Gigwise ha selezionato le 50 copertine più "controverse" di tutti i tempi, i lettori ne hanno aggiunte altre 22.
Alcune sono molto forti ma, se non siete facilmente impressionabili, valgono la pena.
Ah, io ne ho 22.
thanks to inkiostro
Sapendo che quest'anno non ci andremo, dà una certa soddisfazione vedere che le prevendite di Glastonbury sono andate così male da aver dovuto riaprire le pre-registrazioni. Il rischio sarebbe stato altrimenti quello di mancare il sold-out.
L'anno scorso, con oltre 400.000 registrati, i circa 170.000 biglietti disponibili erano stati venduti in meno di 2 ore. Come al solito. Quest'anno dopo 3 giorni "dicono" di essere fermi a 100.000.
A Glasto il cartellone sarà pure relativo, ma era evidente che Kings Of Leon e Jay Z headliners sarebbero stati davvero troppo anche lì.
Ci si pensa l'anno prossimo...
Irriverente alle regole che ne impediscono la pubblicazione, qui a fianco ho messo un sondaggino per vedere che fate.
Meg ha lasciato Jack.
E Jack, con la morte nel cuore, è corso dai suoi amici per dire loro che non si gioca più. Che da subito cesseranno di essere parte del suo side-project per diventare la Sua band: quella che terrà vivo il ricordo degli White Strpes, almeno sino a quando gli White Stripes non torneranno.
La differenza con "Broken Boy Soldier" è spiazzante, in "Consolers Of The Lonely" oltre alla voce di Benson indistinguibile da quella di White, tutto suona come se questo dovesse essere il nuovo album del duo di Detroit. Talvolta anche troppo: Five On The Five è un'altra Conquest (ne bastava una) e qualche brano si intuisce chiaramente che non era stato composto per i Raconteurs.
Il punto è che se quelle composizioni, anzichè suonate in due, vanno nelle mani di una band che gira a mille (e con un batterista come Patrick Keeler) diventano Hard Rock classico. Roba del calibro che non si sente dai tempi dei primi Black Crowes.
Svisate di chitarra a go-go (Salute Your Solution), sezione ritmica che spinge sempre in su (Attention) e ballate come in tutti i classici dell'Hard Rock che si rispettino (You Don't Understand Me)
Consigliato solo a chi sa che gli Aerosmith sono stati anche dei grandissimi, negli anni '70.
Gli altri però si scarichino almeno Carolina Drama.
8/10
Il successore di "I Should Coco" dovevano farlo con 13 anni di anticipo. Non fuori tempo massimo, quando ormai i "ragazzini" che li amavano all'epoca sono diventati vecchi.
Considerato che a tutti gli altri i Supergrass non sono mai interessati molto, chi si farà mai coinvolgere da un altro loro disco nel 2008?
L'efficacia apparente di "Diamond Hoo-Ha" (molto bella la white-stripesiana title track) rivela presto tutta la sua ripetuta incosistenza.
5/10
Il voto è più severo di quello dato ai British Sea Power e soprattutto agli Hot Chip. Al confronto i Supergrass non lo meriterebbero. Ma dovrò pure iniziare a piantarla con questa ingiustificata indulgenza. O no?
In un'intervista ad Mtv, il mio nuovo eroe Adrian Utley si è dichiarato preoccupato delle sorti commerciali di "Third". Teme la diffusione della copia che circola, con largo anticipo, su internet possa comprometterne le vendite.
Lecita preoccupazione, anche se il "mistero" di aver messo in rete una versione con due brani fallati mi pare un'idea discretamente tutelante.
Chissà se Beth Gibbons avrà smesso di fumare o se sia solo rispettosa delle nuove regole che impediscono di farlo. Di fatto, l'assenza della sigaretta tra le sue dita è l'unico elemento di diversità a cui ci si trova difronte.
Non una parola, le mani fisse aggrappate all'asta del microfono, il corpo perfettamente esile che ondula lentamente. Beth è identica alla sua immagine, la sua voce ancor più ferma, straziante, indescrivibilmente bella che su disco.
Nulla lascerebbe pensare che questo sia il "debutto del ritorno". Non una sbavatura, un'imprecisione, un'incertezza. Sul palco solo dei fuori classe, ripresi, nei loro dettagli, su tre schermi in bianco e nero che sono la scenografia.
La scaletta è indiscutibile e riedita, in modo lieve, il passato per l'essenzialità fredda e asciutta del loro presente.
Meno "decks" e più elettronica industriale per Geoff Barrow. Atmosfere da brivido nei mastodontici equilibrismi sonori dell'incredibile guitar-hero Adrian Utley, co-protagonista di Beth ed esorcista di ogni pericolo "coffee-table music".
Applausi a scena aperta per i pezzi degli anni '90, tripudio per Roads. Nessun classico viene tralasciato ma è "Third" a dare l'impronta indelebile al concerto: Silence, Magic Doors, Machine Gun.
Non sembra siano passati 10 anni. Sono stati solo 10 anni in cui non è successo niente.
We Carry On, come il suono di quelle pale "Apocalypse Now" che non si fermano mai.
Silence
Hunter
Mysterons
The Rip
Glory Box
Numb
Magic Door
Wandering Star
Machine Gun
Over
Sour Times
Only You
Nylon Smile
Cowboys
Threads
Roads
We Carry On
Se questo è l'effetto, nella prima data del tour, dopo 10 anni di pausa, in un capannone dal palco ad altezza incivile per chiunque non superi i 170 cm di statura, non oso immaginare cosa possano essere in un altro luogo.
Mi sa che c'è di nuovo qualcosa per cui pensare di prendere un aereo.
Era da "Monster" che non facevano un disco così. Anzi forse un disco così "Peter Buck" non lo avevano mai fatto. Diretto e Rock come sono i R.E.M live: ti rizzano i capelli dal primo istante (Living Well is The Best Revenge) e canti con loro (Supernatural Superserious) fino alla fine.
Per 35 minuti (scarsi) Peter dà tregua ai suoi distorsori solo in un paio di brani e Biff Rieflin fa apparire (Sing For The Submarine) di essere stato il batterista dei Ministry. Michael Stipe, in questa lotta sonora, anzichè soccombere, emerge e fa suonare "Accelerate" come i R.E.M al loro meglio. Non ci si sperava più.
"Un altro disco come gli ultimi 3 e avremmo chiuso" hanno confessato.
Non è finita. Si possono comperare i biglietti, finalmente senza preoccuparsi in scaletta vi siano troppi brani dell'album corrente.
8/10