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16 dicembre 2008

Bon Iver - For Emma, Forever Ago

Dite che le classifiche non servono a niente?
E quando avrei scoperto che in un disco "folk", da cui mi ero tenuto alla larga nonostante le recensioni, potevano nascondersi tre brani di tale vibrante e desolata bellezza?
"For Emma, Forever Ago", oltre che a me musicalmente più alieno, è un album meno completo di "Fleet Foxes", ma Flume, Skinny Love e For Emma svettano dove quasi mai nessuno osa arrivare.

7/10

15 dicembre 2008

The Killers - Day & Age

Un po' di Roxy e Bowie (Losing Touch, Neon Tiger), ma soprattutto gli anni '80 di Robert Palmer, dei Pet Shop Boys e degli Alphaville (cit.).
Perfetto per le piste da sci di un film dei Vanzina.
Attenti che, con il successo dei Killers, il ritorno dei paninari potrebbe essere ormai alle porte.

5/10

2 dicembre 2008

Little Joy - Little Joy

Tutto quello che non ho trovato nei Vampire Weekend.
Non fosse per il momento portoghese (Evaporar) si potrebbe pensare che tale Rodrigo Amarante sia in realtà Julian Casablancas. Ma Fabrizio Moretti, oltre a qualche brano "strokissimo" (Keep In Mind), in questo suo progetto combina un insieme di canzoni soffusamente fantastiche (With Strangers). Dalle tinte velvettiane (Don't Watch Me Dancin'), hawaiane (Brand New Star), caraibiche (No One's Better Sake).
Da condividere sul tappeto. Per serate natalizie con amici/amiche che non ne possonono più di Richard Hawley.

8/10

27 novembre 2008

Guns N' Roses - Chinese Democracy

"Truth to be told, the longest gestation in rock history has given birth to a monster"
(Steve Sutherland, NME 22/11/08)


Null'altro da aggiungere, purtroppo.

4/10

24 novembre 2008

Fleet Foxes - Fleet Foxes

Uscito ormai da parecchi mesi, non riuscivo a dedicidermi. A prendere posizione su uno dei dischi certamente più presenti nelle imminenti classifiche di fine anno.
La critica, si sa, ha sempre stravisto per i gruppi alla "Beach Boys" (ricordate nel 2007 i Panda Bear?), ma io, che per i fratelli Wilson non sono mai andato oltre il dovuto apprezzamento, non capivo per quale ragione continuassi a riascoltare gli incroci vocali dei "Mountain Boys" di Seattle.
Finalmente, l'altro giorno, sentendo per l'ennesima volta Your Protector si è accesa la lampadina: El Condor Pasa di Simon and Garfunkel.
Faticherete a crederci, ma da sempre sono molto legato a Simon and Garfunkel. Nei Fleet Foxes ho ritrovato parte di quella armonia smarrita.

8/10

21 novembre 2008

Razorlight - Slipway Fires

"With songs this good, this could be 'Game Over' shit" (Johnny Borrel intervistato da Q di questo mese).
Su "shit" non si può che essere d'accordo, sul "Game Over" non resta che sperare.

3/10

17 novembre 2008

The Cure - 4:13 Dream

"The Cure, The Smiths, Joy Division e Sonic Youth sono stati gli architetti originari di ciò che sarebbe diventato l'indie" (su NME dell'altra settimana).
"4:13 Dream" non sarà una delle loro opere monumentali ma è comunque il miglior disco di Roberth Smith e soci dai tempi "Wish" ('92).
Niente tastiere, un "guitar album" dall'anima pop.
Porl Thompson è tornato: tremola, controlla il suo wah wah (Switch) e pare Johnny Marr in Sleep When I'm Dead. Freakshow fa ballare.
Hungry Ghost
è semplicemente bellissima.
Se poi, invece che a dei vecchi architetti, preferite continuare a dedicarvi a geometri e manovali, vedete voi.

8/10

12 novembre 2008

The Bad Plus - For All I Care

L'ultimo di The Bad Plus, "For All I Care", è poco jazz, molto indie, ma anche molto pop, e persino talvolta molto bello. E c'è una cantante. Che a me le cantanti nel jazz non piacciono molto. Però questa non è jazz. E quindi ci sta. In ogni caso molto meglio del deludente "Prog". Bellissimo pianoforte e meraviglioso il contrabbasso in Comfortably Numb.

7/10

occhiobuio

10 novembre 2008

Grace Jones - Hurricane

L'icona degli anni '80 ritorna pensando siano gli anni '90.
Durante l'era trip-hop Grace Jones sarebbe stata una performer fantastica assieme a Massive Attack o Tricky.
"Hurricane" però suona solo come un disco dei Morcheeba in ritardo.

6/10

24 ottobre 2008

AC/DC - Black Ice

Devo molto agli AC/DC.
La scossa in fondo me la diedero loro. La presi un pomeriggio del 1981, al passaggio radiofonico di un brano dalle sonorità ignote: Back In Black.
Fu uno shock improvviso, una folgorazione dalla quale non mi sarei più ripreso.
Quando, solo qualche anno dopo, provai a condurre un programma "hard 'n' heavy on the air" lo chiamai ovviamente "High Voltage".
Ciononostante da "For Those About To Rock" nulla degli AC/DC è più riuscito a coinvolgermi. Lasciate perdere chi vi dice che tanto i dischi degli AC/DC sono tutti uguali. E' gente che non ha mai preso la scossa.
Ci sono voluti 27 anni, ma "Black Ice" suona finalmente di nuovo Uguale.
Merito della sorprendente produzione di un Brendan O'Brien molto più a suo agio che con Springsteen. Merito di un Brian Johnson più caldo che stridulo (Rock 'n' Roll Dream), di un Angus Young (Skies On Fire) totalmente ritrovato e di una band (War Machine) "ispiratissima".
Tre pezzi di troppo (non starete a fare le pulci agli AC/DC?) e 12 quadrati perfetti. Uno si chiama pure Decibel.

8/10

20 ottobre 2008

Kaiser Chiefs - Off With Their Heads

Ora basta però.
"Yours Truly, Angry Mob" era un disco mediocre che almeno conteneva Ruby.
Questo invece è solo un arido tentativo di rifare "Employment" sotto lo guida di Mark Ronson anzichè di Stephen Street.
Loro son convinti di Never Miss A Beat, ma stavolta non ne hanno imbroccata una.

4/10

The Streets - Everything Is Borrowed

"Original Pirate Material" e "A Grand Don't Come For Free" sono stati album straordinari per cui The Streets merita di essere ricordato tra i pochissimi che hanno saputo dire qualcosa in questo decennio musicale.
Se il prossimo disco, quinto ed ultimo secondo quanto dichiarato, non fosse però in grado di farlo uscire dall' impantanamento nel quale si è cacciato da pulito, gli consiglierei di non pubblicarlo.
Eviterebbe di compromettere ancora inutilmente la sua reputazione.

5/10

16 ottobre 2008

Oasis - Dig Out Your Soul

Il terzo miglior disco degli OASIS?
"Be Here Now".
Non sono mica gli OASIS quelli che, con gesto assai poco working class, prima cacciarono Bonehead e Guigsy per degli inutili musicisti migliori, e poi si trasformarono nel gruppo dai batteristi "invisibili".
Gli OASIS sono quelli che terminarono la propria parabola nel frastuono di cocaina di "Be Here Now" (ultimo album della storia in grado di creare code fuori dai negozi il giorno dell'uscita). Sono quelli là. Do You Know What I Mean?
Questi qui sono solamente gli Oasis, "la band" che tra episodi buoni ("Heathen Chemistry") e deludentissimi ("Don't Believe The Truth") mantiene viva la memoria di ciò che fu.
Detto questo, "Dig Out Your Soul" è un disco straordinario a metà.
Bag It Up, The Turning, Waiting For The Rapture sono esattamente ciò che ogni Gallagheriano sognava di risentire.
I'm Outta Time,
il cui passaggio costringe alla sospensione di qualsiasi attività intrapresa, è il più bell' omaggio a Lennon che Liam potesse mai sperare di realizzare: semplice e delicato come l'inserimento della voce di John da un'ultima intervista del 1980.
Tutto il resto purtroppo non può e non regge il confronto. La composizione di Gem è salvabile (To Be Where There's Life), quella di Andy insulsa (The Nature Of Reality), Ain't Got Nothing brutta quanto The Meaning Of Soul. Soldier On solo un normale brano di Ian Brown solista.
Nel complesso l'atmosfera "Abbey Road" riesce fortunatamente a confondere gli incidenti.
Ma soprattutto ci sono quei 4 pezzi. Cosa non si perdonerebbe per quei 4 pezzi...

8/10

7 ottobre 2008

TV On The Radio - Dear Science

Amate Prince, Peter Gabriel, David Byrne, i Living Colour, il funk?
Probabilmente riuscirete ad apprezzare ciò che io non riesco a comprendere.
Non prendetevela, ho provato e riprovato.
E' stato un supplizio.

5/10

3 ottobre 2008

Kings Of Leon - Only By The Night

Agli Americani va riconosciuto il merito di non essersi ancora fatti abbindolare dalla assoluta normalità di questi connazionali.
Speriamo riescano a tenere duro anche davanti al più mediocre dei loro quattro dischi.
Solita ottima produzione e canzoni incompiute. Un bel pezzo (Crawl), un singolo che avevano già fatto meglio gli Strokes (Sex on Fire), inaspettate schitarrate alla Editors (Use Somebody) e la ridicola "natalizia" 17 per cui tutti coloro che derisero i Darkness dovrebbero chiedere scusa.

5/10

26 settembre 2008

Metallica - Death Magnetic

Se anche solo un po' vi fidate, provate.
Mettetevi davanti a due diffusori acustici che possano essere definiti tali e alzate il volume ad un livello adeguato al tipo di test.
Selezionate la penultima traccia, strumentale come da tradizione Metallica anni '80, Suicide & Redemption.

Se al termine dei 10 minuti le cascate di riff, gli assoli funambolici e l'outro in puro stile Sabbathiano non vi avranno procurato alcun entusiasmo, meraviglia, eccitazione. Se peggio ancora vi sarete annoiati.
Bè, tra voi e l'Heavy Metal non c'è davvero niente da fare.

Non potrò quindi parlarvi dell'errore diffuso di considerare questo disco come il seguito di "And Justice For All". Di quanto Rick Rubin, per ridefinire il suono di un genere, abbia invece combinato la dinamica "Black Album" con il Thrash degli esordi e un po' di "Garage Days".
Non potrò dirvi dell'inizio di "Death Magnetic" (That Was Just Your Life, The End Of The Line e Broken, Beat & Scarred) come coda di "St Anger" e del risultato assai diverso che quel caos claustrofobico assume con Kirk Hammett a mani slegate e un rullante di pelle anzichè di "latta".
Di The Day That Never Comes come della nuova Highway Star.
Dei Metallica che provano a fare gli Slayer, era "South Of Heaven", e realizzano il gioiello All Nightmare Long (ce la farà Lars dal vivo?).
Di quel pezzo mai riuscito ai Testament (Judas Kiss).
Di un Rob Trujillo artefice (Cyanade) e di un Kirk Hammett ormai incoronato Hendrix del Metal (Unforgiven III).
Di
My Apocalypse come Damage Inc.
Che senso avrebbe raccontarvi tutto ciò?

Ma se Suicide & Redemption vi avesse invece fatto l'effetto sperato...

9/10

23 settembre 2008

Glasvegas - Glasvegas

Uoh-Oh. Il disco dell'anno. Uoh-Oh. I migliori dai Jesus and Mary Chain. Uoh-Oh. Un debutto paragonabile a "Definitely Maybe". Uoh-Oh.
Uoh-Oh. Tappetino sonoro alla Coldplay/Editors, neanche si trattasse di Kevin Shields. Uoh-Oh. Modo di cantare insopportabile. Uoh-Oh.
Testi magnifici? Uoh-Oh. Perchè non scriverli in un libro? Uoh-Oh. Letti Al Chiaro di Luna di Beethoven (Stabbed) potrebbero anche esserlo. Uoh-Oh.

4/10

3 settembre 2008

The Verve - Forth

Immaginatevi gli Stones senza Richards, gli Zeppelin senza Page, gli Smiths senza Marr, gruppi con cantanti dalla rilevanza immensa, quando sostenuta dal genio di "partner" altrettanto anonimi da soli.
Quella sera di agosto '98 al loro ultimo concerto (Virgin Festival) io c'ero, ma non Nick McCabe.
I Verve è come non li avessi mai visti.
Il giorno successivo i Verve per la seconda volta (è ormai certo ci sarà presto la terza) si sciolsero. L'insanabile incompatibilità McCabe/Ashcroft mandò all'aria tutto all'apice del successo. Lasciando cadere il passaggio del prezioso testimone che gli Oasis non avrebbero più saputo di sostenere.
Sono seguiti dieci anni senza più un vero anthem in grado di emozionare (Love Is Noise), dieci anni senza sentire cosa può la voce di Ashcroft quando si erge sugli arpeggi spaziali di McCabe (Sit And Wonder). Dieci anni senza delicati torpori (Numbness) e alcuna psichedelia corale in cui abbandonarsi (Noise Epic). Dieci anni senza una band dal groove-bianco (Columbo) e un chitarrista che dipinga cieli sonici in cui perdersi (Appalachian Springs).
Poi d'un tratto: "Forth".
Un album da riascoltare anziché gettare. Roba d'altri tempi.
Comperatelo e mettetelo a fianco di "Hurban Hymns". E' la sua meravigliosa faticosa conseguenza.

9/10

24 agosto 2008

Beck - Modern Guilt

Alla fine, in vacanza, in macchina poi si ascoltano solo i classici o la radio.
E così, Beck, al ritorno, ha retto solo da Trastevere all'Eur (mia figlia Francesca ha appena scoperto gli Oasis e la funzione repeat per Wonderwall).
Sul traghetto però, in cuccetta, "Modern Guilt" si è rivelato un ottimo e raffinato compagno di viaggio.
Un disco di psichedelia leggera (Chemtrails) e delicata (Volcano) in cui Danger Mouse ha il grande merito di aver dato al signor Hansen la misura mantenendone intatto l'inconfondibile carattere (Youthless, Gamma Ray).
L'album più piacevole che Beck abbia realizzato.

7/10

4 agosto 2008

Primal Scream - Beautiful Future

Avete notato la somiglianza della copertina con quella di "Vanishing Point"?
"Vanishing Point" fu un disco disordinato, con al suo interno una bella cover dei Motorhead (Motorhead).
Gettò le basi per l'ottimo "Xtrmntr".
"Beautiful Future" è un disco disordinato, con brutti scivoloni, qualche giro azzeccato (Can't Go Back) e una buona collaborazione, molto Suicide, con Lovefoxx delle CSS (I Love To Hurt).
C'è una bella cover degli Hawkwind (Urban Guerrilla).
Significa che dal decimo disco dei Primal Scream potremo aspettarci un Pop-"Xtrmntr"? Qualche dubbio.

5/10