Mezz'ora ai Led Zeppelin sul palco.Io stasera ascolto "Mothership".
Si lo so che possedete la discografia intera e che questa antologia non ha per voi alcun senso.
Scaricatela lo stesso e provatela tutta d'un fiato. Fidatevi.
Poi mi dite.
Il packaging è molto bello.
Penso si possa giudicare un disco anche sulla base di una sola canzone quando questa dura più di 18 minuti ed è in grado di farvi richiamare dai vicini di casa.
Etichettato come un'inutile operazione commerciale, è sfuggito che questo è uno dei pochi dischi originali che abbia senso comperare quest'anno.
Siamo venuti per cercare un brivido, un'emozione, anche solo il tiro: del talento e della gran voce sapevamo già.
Alla base della crisi profondissima che il Rock sta attraversando c'è un incolmabile vuoto di credibilità. Naturale un meraviglioso disbanded vero, ingestibile ed imbarazzante come Pete Doherty sia solo deriso, confuso e condannato ad espiare la colpa dell' hype che lo avrebbe "creato".
10/10/07
Se penso al Rock femminile dico: "Dry" e "Rid of Me". Penso a quel lontano concerto di PJ Harvey al Vox Club ('95), a quella copertina di Melody Maker ('92) che ritraeva un giovane corpo scheletrico su un paio di DrMartens.
Ian Brown tre anni fa non si era accorto della guerra in Irak: "Solarized" era risultato un buon disco.
The Pretender, come tutte le canzoni d'apertura dei loro dischi, ha una buona presa. La successiva Let It Die è per Kurt '...why do you have to go and let it die...' ma non è come vorrei Dave lo ricordasse. Arrivati ad Erase/Replace è chiaro: la consolidata formula arena-rock dei Foo Fighters non ha subito cambiamenti di sorta; le orecchie si rialzeranno solo per l'ottima Summer's End alla Neil Young.
Ex compagno d'appartamento di Alex Turner, fratello del fumatore sulla copertina di "Whatever People Say....", cantante dei 1984 da cui "...dancing like a robot from 1984..." in I Bet You Look Good On The Dancefloor.
Ricordate "Holy Diver" dei Dio come uno dei tre dischi del 1983?
Mascherati da yeti o a bordo del carro armato della pace hanno sempre pubblicato dischi così eccentrici da spingersi a cantarne uno addirittura in gallese.
Non mi piace Suzanne Vega, non ascolto Regina Spektor e al concerto di Cat Power mi sono addormentato. Eppure per questo disco di debutto di Kate Nash sono certo troverò occasioni di sottofondo.
Quarto album dell'acclamato e raffinatissimo Sinatra/Elvis/Cash/Orbison (vanno bene tutti, scegliete voi) di Sheffield. Atmosfera Sun Studios attorno al 1960. Arrangiamenti orchestrali e alla Santo & Johnny quando la malinconia si fa più soffusa.
Venissero da Portland o giù di lì sarebbero considerati dei geni.
Non so se si vada a vedere Transformers per accompagnare i propri figli o si facciano dei figli per poter andare a vedere Transformers.