Visualizzazione post con etichetta Nme Hall Of Fame. Mostra tutti i post
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9 settembre 2007

Pixies - Doolittle (1989)

Debaser su qualsiasi rock-dancefloor ha oggi lo stesso effetto che aveva allora, ma il secondo album della band di Boston è soprattutto il disco che più di ogni altro anticipa la alt-rock revolution degli anni '90.
Senza "Doolittle" (anche a detta dello stesso Kurt) i Nirvana non sarebbero stati i Nirvana.
E' il disco che secondo Bowie cambia le regole e l'idea di essere "hard-rock", che per Bono rende gli U2 "uncool" e che incanta Pj Harvey con I Bleed.
Canzoni tutte intorno ai 2 minuti ("se funzionava per Buddy Holly..." dichiarò Black Francis) e basate su una insolita dinamica delicato/pesante-delicato/pesante. Esattamente la stessa che ritroveremo in "Nervermind" e in particolare proprio in Smells Like Teen Spirit.
I Nirvana avrebbero aggiunto le facce e spinto quell'acceleratore, per un metallaro come me, sempre troppo trattenuto in "Doolittle".

PS
Nonostante "Doolittle" sia solo il 13° dei 50 dischi previsti dalla NME Hall Of Fame purtroppo questo appuntamento termina qui.
Da ormai due mesi NME ha subito un discutibile restyling e l'inspiegabile e sciagurata esclusione di questa rubrica lascia così incompleta la lista.

5 agosto 2007

Bjork - Debut (1993)

Nel 1993 sembrava che le chitarre sarebbero dovute scomparire per sempre.
In "Debut" la voglia di sperimentazione e il genio di Bjork sono sapientemente contenuti e castigati dalla produzione di Nellee Hooper (Soul II Soul, Massive Attack). Ne risulta un disco splendido anche per chi poi avrebbe faticato ad ascoltare ogni altro album dell'artista (troppo artista) islandese.
Nulla degli eccitanti subgeneri di una dance al suo zenith (progressive house, trance, jungle, US garage, ambient) sarebbe riuscito a rimanere quanto sintetizzato qui; dove tutto si alterna e miscela con suoni ed influenze improbabili (gli 808 State con il jazz, l'etno...).
Bjork vive e fa vivere a fondo (Violently Happy) l'euforia, il sudore e la perdizione del clubbing. In Big Time Sensuality canta: I don't know my future after this weekend and I don't want to... ma poi proprio dentro i cessi del Milk Bar Club, mentre la cassa non si avverte più dritta, incide There Is More To Life Than This......
"Debut"
oltre alla voce di Bjork contiene l'intensità di questa contraddizione. Suonerà attuale e affascinante ancora per molto, molto tempo.

28 luglio 2007

Kraftwerk - Trans-Europe Express (1977)

Kraftwerk sono il sinonimo di elettronica. Sarebbe più semplice elencare ciò che nella musica degli ultimi 30 anni non ha sentito la loro influenza che il contrario.
Primo hip-hop, electro-dance, techno-minimale, new wave. Dal genio di Brian Eno ad Afrika Bambaataa (Planet Rock è costruita sulla base di Trans-Europe Express). Dai Joy Division ai Radiohead. Dai Depeche Mode agli Hot Chip.
Nessuno ha resistito al fascino dei 4 di Dusseldorf nel loro tentativo di eliminare la differenza tra uomo e macchina.
Personalmente preferisco l'ancor più robotico "The Man-Machine" ma comprendo che il disco manifesto sia considerato "Trans-Europe Express".
Album per il quale la definizione che Bono diede dei Kraftwerk risulta perfetta: "the modern soul statement".

22 luglio 2007

Gang Of Four - Entertainment! (1979)

I quattro universitari di Leeds suonano punk con un rigore tecnico insolito. Non sono anarchici ma attratti dal comunismo. Ma la componente realmente rivoluzionaria in loro è quella di inserire all'interno del genere l'elemento "funk".
"Entertaiment!" è un po' come dire: "è nato il post punk!".
Fondamentali per la scena alternativa americana. Dai Fugazi ai Rage Against The Machine. I preferiti da Flea dei Red Hot Chili Peppers. Indispensabili se vi piacciono Rapture, Franz Ferdinand, Bloc Party, Radio 4, etc, etc, etc....

13 luglio 2007

The Smiths - The Queen Is Dead (1986)

Il disco con cui The Smiths si guadagnarono un posto tra gli artisti inglesi più importanti ed influenti del secolo scorso.
Perfetto. Non esitono altre definizioni per descrivere "The Queen Is Dead".
Sarebbe bastata There's A Light That Never Goes Out (una delle 10 canzoni della storia della musica) e invece non è contenuto un solo brano che non sia memorabile: I Know It's Over, Bigmouth Strikes Again, Never Had No One Ever, Cemetary Gates, Frankly, Mr Shankly, The Boy With The Thorn In His Side....
La gioia, la poesia, lo humour, la pervasiva tristezza delle interpretazioni di Morrissey che si fonde con i memorabili arpeggi di Johnny Marr.
Il titolo. La copertina. Dove lo trovate un altro disco così?
Nessuno osi non possederlo.
Piu British della Regina. Che infatti è morta.

6 luglio 2007

Marvin Gaye - What's Going On (1971)

Ottavo album della Hall Of Fame di NME.
"What's Going On": il capolavoro di Marvin Gaye nonchè Concept Soul Protest Record per definizione.
Il disco che la Motown Records non voleva pubblicare, causa le tematiche troppo impegnate (Vietnam, povertà, ecologia) rispetto allo standard del genere, e che si trasformò non solo nel maggiore successo Soul di tutti i tempi ma pure in quello musicalmente più influente.
Sempre presente anche all'interno delle collezioni del rockettaro più incallito, è l'asso nella manica che sfoderiamo per "dimostrare" che sappiano andare oltre i chitarroni. Indispensabile per ogni evenienza. Bellissimo.

17 giugno 2007

Blur - Modern Life Is Rubbish (1993)

La risposta inglese all'invasione Grunge.
L' album che definisce il suono Blur: quel "la, la, la, la, la" che li distinguerà sempre dallo "yeah, yeah, yeah" dei Gallagher.
"Modern Life Is Rubbish", abbracciando e descrivendo con gusto ed ironia il momento buio della Gran Bretagna di quegli anni, anticipa e segna la rinascita che di lì a pochissimo ne seguirà.
Cadranno i Tories, arriverà Tony Blair, l'economia comincerà a tirare e sarà Cool Britannia: Britpop, Trainspotting, Damien Hirst, moda...
Pur comprendendo quindi il valore storico di questo disco e riconoscendo la grandezza di brani come For Tomorrow non condivido la scelta di inserirlo nella Hall Of Fame.
Avrei messo senza esitazione il successivo "Parklife".

9 giugno 2007

Joy Division - Closer (1980)

Se i Joy Division sono il simbolo della New Wave, "Closer" è il manifesto assoluto di ciò che sarà il Dark.
Drammaticamente più sofferto e adulto del magnifico "Unknown Pleasures", "Closer" è il salto nell'abisso della depressione e della morte che Ian Curtis troverà ancor prima della sua uscita.
Poeticamente intenso e musicalmente raggelante come a nessun'altro sarebbe mai più riuscito.
Dall' Apocalypse Now di percussioni tribali che è Atrocity Exhibition alle funeree The Eternal e Decades.
Heart And Soul anticipa per certi versi pure le future evoluzioni della Techno, ma questo è altro discorso.
Più di un classico. Un monumento.

3 giugno 2007

Blondie - Parallel Lines (1978)

"Parallel Lines" è il disco che porta il "punk" sulle piste da ballo e lo confonde ai Bee Gees come se nulla fosse.
Lo ballavano i punk e a 30 anni di distanza lo ballano quelli che il punk neppure sanno che è esistito.
Potere di Heart Of Glass e di una collezione di singoli irresistibili che avrebbero influenzato tutti gli anni '80.
Senza Blondie non avremmo poi avuto gli Strokes o i Pulp, ma soprattutto senza Debbie Harry non sapremmo quale percorso sarebbe mai stato possibile per tutto il pop femminile.
E non parlo ovviamente solo di Beth Ditto, Breeders, Long Blondes, etc. ma mi riferisco a Madonna.

27 maggio 2007

Wire - Pink Flag (1977)

I Wire, i "dimenticati" del punk inglese, hanno avuto per la musica un peso eguagliabile a quello ricoperto dai Clash per l'estetica.
"Pink Flag" (21 brani in 36 minuti) getta le basi di quello che sarebbe poi stato il post-punk e lo fa mentre il punk sta solo nascendo.
Ascoltato oggi impressionano la freschezza, l'anfetaminica aggressività, la capacità di destrutturare mantenendo intatto un appeal quasi pop.
Impossibile non sentire l'influenza che questo disco ha avuto nei Blur, in molto Britpop (le Elastica non furono altro che i Wire con le tette), nei Rem, addirittura nell'embrionale Hardcore americano (Minor Threat).
Personalmente snervante constatare l'inutile sopravvivenza di quasi tutte le cosiddette art-school bands contemporanee.

13 maggio 2007

Primal Scream - Screamadelica (1991)

Screamadelica è uno dei 5 dischi degli anni '90.
Il disco che riesce nell'operazione impossibile di unire il Rock alla Dance senza farne risultare impoveriti entrambe i generi.
I Primal Scream, sostenuti da ogni tipo di droga e dalla produzione di Andrew Weatherhall, si spingono ben oltre a dove erano già arrivati gli Stone Roses o i New Order.
Fondamentalmente Scramadelica è: "l'uomo bianco che impara a ballare".
Nulla sarebbe stato più come prima dopo questo disco. Nulla.
Indispensabile.

5 maggio 2007

The Clash - London Calling (1979)

Secondo disco della NME Hall Of Fame.
Un classico così classico da apparire quasi scontato.
L' album dalla copertina più emblematica della storia del Rock.
C'è tutto nello scatto di Pennie Smith che ritrae il gesto di Paul Simonon.
Il disco che contiene il mio pezzo preferito dei Clash: Train In Vain.

29 aprile 2007

Beastie Boys - Paul's Boutique (1989)

Commercialmente un insuccesso paragonato al debutto "Licensed To Ill" ma, da Eminem a The Streets (per non parlare di tutta l'arte del campionamento), nulla sarebbe poi stato lo stesso senza questo disco.
Personalmente, data la mia poca confidenza con il genere, sino a qualche settimana fa non faceva ancora parte della mia "discoteca". Che vergogna!

NME Hall Of Fame

Al ritmo di uno per numero NME ha iniziato a pubblicare la lista dei 50 Album candidati ad essere considerati i migliori di sempre.
Una selezione molto significativa e stimolante che ho deciso di riprodurre come appuntamento settimanale di questo blog.
Sono album fondamentali. Li possediamo da sempre o li abbiamo solo sentiti nominare e faremmo bene a scaricarli.
Un'occasione per rispolverare o completare la nostra discoteca. Anche solo un modo per scambiare qualche opinione.
Questi i requisiti richiesti agli Album per poter rientrare nella "NME Hall Of Fame":
  • Essere stati pubblicati da almeno 10 anni
  • Essere stati influenti nella generazione successiva
  • Risultare musicalmente attuali quanto al momento della loro uscita