Altro che extra vergine.
thanks to junkiepop
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4 ottobre 2008
30 gennaio 2008
Alex James on cocaine
Il bassista dei Blur, noto per aver speso un milione di sterline in coca e champagne nell'era Britpop, è andato in Colombia per la BBC.Il suo reportage per la trasmissione Panorama di ieri sera si può rivedere anche online.
28 gennaio 2008
The Poppiest Decade
"Pop on Trial", su BBC4 in collaborazione con BBC Radio2, per 5 puntate ha affrontato documenti e discussioni riguardanti la musica Pop negli anni '50, '60, '70, '80 e '90.Stilate le classifiche degli ascoltatori sulle 10 migliori canzoni per periodo, venerdì sera, una giuria di 4 "critici", dopo aver ascoltato i "avvocati" rappresentanti di ogni decennio, ha decretato la decade musicalmente più influente e significativa.
Una volta tanto ho tifato davanti alla Tv per il vincitore: The 70s.
Perchè se per noi i Settanta sono stati troppa ideologia, odio e piombo. Per qualcun'altro sono stati gli anni dei lustrini, del glam, del punk. Da Led Zeppelin e Black Sabbath, passando per Bowie, T Rex, Sex Pistols, Clash sino ad arrivare a Joy Division.
2 ottobre 2007
3 luglio 2007
Glastonbury 2007: la domenica
Non amo molto il raggae ma i fratelli Marleys su Pyramid Stage che, nel suo trentennale, eseguono l'intero "Exodus" possono essere un' esperienza acusticamente sconvolgente (7).Le 14.45 non sembrerebbero proprio l'orario adatto per vedere The Horrors ma il John Peel Stage è sotto ad un enorme tendone e fortunatamente l'effetto è quello di essere al "chiuso".
Scarni e con un suono di batteria che è molto più Joy Division delle tanto blasonate bands che ne dovrebbero rappresentare l'odierna reincarnazione. Faris Rotter è attitudine, Spider Web, dedito a torturare le proprie tastiere, è l'anima, indemoniata, della band. Coinvolgenti, deliranti e fuori moda (7).
Sull'Other Stage ho la sfortuna di incrociare i Rakes. Perchè lo fate ragazzi? Che senso ha tutto questo se tempo qualche mese e nessuno si ricorderà più di voi? (4).
Ci mettiamo comodi davanti al Jazz World Stage per i touareg del Sahara che Robert Plant si era portato in tour: i Tinariwen. Un chill out stordente. Eccellenti per riprendersi dai Rakes (6).
Al Pyramid tocca ai Manic Street Preachers. Nel 1999 lo stesso palco lo avevano calcato da headliner ma nei cuori dei britannici (e nel mio) sono rimasti importanti come allora. Un concerto magnifico, quanto la voce del guitar hero James Dean Bradfield, l'eleganza di Nicki Wire, la precisione di Sean Moore. Il duetto con la bellissima Nina Persson in Your Love Alone Is Not Enough è uno dei momenti più alti dell'intero festival, ma è tutta la performance a non avere un solo attimo di cedimento. Un classico dopo l'altro: Motorcycle Emptiness, Motown Junk (per Ricky, che nel '94 era lì con loro), You Stole The Sun From My Heart, If You Tolerate This Your Children Will Be Next..... Alla fine sarà ovviamente A Design For Life, cantata all'unisono sotto un cielo mai così meravigliosamente grigio (9).
Sebbene conosca le doti live dei Kaiser Chiefs penso che a questo punto sarà davvero molto dura per loro. Come se non bastasse sta pure diluviando.
Nulla di più sbagliato. La capacità di trascinare la folla sin dal primo istante è semplicemente spaventosa. La genuinità del bravo Ricky Wilson scatena la partecipazione di pubblico più importante che abbia visto negli interi tre giorni. I loro "anthems troppo facili" in mezzo a 100.000 persone diventano semplicemente irresistibili (8).
Siamo alla fine. Ancora Pyramid Stage.
Bisogna vergognarsi a vedere The Who vero?
E poi che The Who sono mai questi?
Già siamo contro le reunions, ci manca solo che siano pure dimezzate!
Però dai, in fondo questi signori erano headliner a Woodstock. Fu guardando su Rai3 quella loro esibizione nel film se più di 25 anni fa mi innamorai del Rock. Glielo devo.
Non ditelo a nessuno, ma voglio vedere Pete Townshed che fa il "mulinello". Vado pazzo per il "mulinello". Dai.
I Can't Explain: un solo accordo per rimanere impietrito. Piove in modo inenarrabile. Via il cappuccio. Voglio le orecchie libere: un suono così mi pare di non averlo sentito mai.
Keith Moon, regalando al piccolissimo Zak la sua prima mini batteria, forse non immaginava che le cose un giorno sarebbero potute finire così. Ma Starkey seduto là di dietro non è solo bravissimo. E' perfetto. La voce di Daltrey è calda. Magnifica. Solo In The Kids Are Alright starà un po' sotto (ma chi se ne importa?). Sugli schermi splendide immagini d'epoca autocelebrative (i loro concerti, i mods, le vespe...) e davanti Pete che "mulinella" suoni che non vi so descrivere.
Penso: "non ho potuto vedere gli Zeppelin ma il sound dev'essere stato più o meno così". Who Are You, Baba O'Riley, My Generation, Won't Get Fooled Again, Pinball Wizard, See Me Feel Me, Listening To You.... Sbalordito, emozionato e senza ormai alcuna vergogna mi volto verso i miei compagni di ventura. Scopro che anche i più scettici e dissacranti non riescono a nascondere il proprio stupore e il proprio coinvolgimento. Indimenticabile!
".....Listening to you I get the music. Gazing at you I get the heat. Following you I climb the mountain. I get excitement at your feet!...." (10)
30 giugno 2007
Glastonbury 2007: il sabato
La reazione all'arrivo dei Klaxons è impressionante. Il pubblico giovane di Glastonbury è tutto assiepato intorno all'Other Stage. Le prime file sono impaccate di teen-agers.
E loro? Loro si dichiarano emozionati ma non abbastanza dall'essere riusciti a prepararsi tecnicamente per l'occasione. Sono i soliti cazzoni dove solo il batterista Steffan tenta di tenere la barra dritta mentre gli altri vanno tutti per i fatti loro. Stonati, musicalmente impromuovibili e senza "sound". Se i Klaxons su disco affascinano perchè caotici, live si rivelano solo dei casinisti. A Glasto la cosa è in parte ugualmente funzionata. Ma sul fatto che il "lo-fi" sia il futuro della dance rimane molto da discutere (6).
Pete Doherty lo desidereremmo sempre pericolosamente sconvolto, si sa. Ma Pete è un tossico vero, sincero. Non gioca una parte e amarlo significa apprezzarlo anche quando è imprevedibilmente lucido e pacato. Così è questo concerto dei Babyshambles.
Fuck Forever è il perfetto anthem al contrario e Albion dà i brividi mentre i non interessati abbassano il volume delle proprie conversazioni per non disturbare la poesia del momento. Carl non arriva sebbene i cori per Time For Heroes stiano lì a dimostrare cosa siano stati i Libertines per questa nazione. Kate Moss segue tutto adorante da bordo palco. Quando raggiunge il suo Pete per un bacio fugace l'Eleganza scende su Glastonbury (7).
Molto meno elegante Paul Smith che con quei cappellini non si capisce quale tipo di calvizie si ostini a volerci nascondere. Ne riconosco le doti vocali ma i Maximo Park risultano freddi come il ghiaccio. Un problema mio che apprezzo solo Graffiti? Forse non proprio stando alla capacità dei brani del secondo album di gremire i bar circostanti l'Other Stage (5).
Per gli Editors tornano tutti. Il pubblico delle grandi occasioni e il successo è enorme come quello che probabilmente avrà l'album "An End Has A Start". I nuovi Coldplay altro che i nuovi Joy Divsion come qualcuno sperava apprezzandone l'esordio. Bravi sì, ma attendiamo solo che Tom Smith inizi a scriversi sulle mani perchè a lagna sono già in grado di superarli (6).
Un giro nella Last Vagueness (la zona più eccentrica, quella della cappella per i matrimoni) e davanti agli autoscontri nel fango becchiamo a sorpresa New Young Pony Club. Su disco annoiano ma live il groove è buono (6).
Ci spostiamo al The Glade per rivedere !!! che tanto ci avevano coinvolto il giorno precedente. Purtroppo performance e scaletta sono completamente diverse. Una delusione (6).
Quando torniamo all' Other Stage scopriamo che non c'è mai stata così poca gente. Il pubblico degli Editors è giustamente scappato: tutti dai Killers.
Non esisterebbe il noise e gran parte della musica degli ultimi 40 anni senza gli Stooges. Iggy è un po' come fosse il "papà" di tutti noi.
Quattro volte "ciao" (in italiano) nel momento del suo ingresso in scena: siamo certi, non potevano che essere diretti a noi.
I jeans calati sull'inguine più famoso del Rock. Il petto nudo di pelle raggrinzita affascinante quanto e più di quello tonico della giovinezza. L'Iguana inizia a muoversi: salta, urla, balla. Dietro di lui non la solita band di gregari ma i suoi unici Stooges.
Puro Rumore Bianco. Dalla pila di Marshall di Ron Asheton. Dalle pelli percosse dal fratello Scott. Dal basso preciso di Mike Watt. Dal sax disturbante del mitico Steve McKay.
Loose, Down On The Street, I Wanna Be Your Dog, TV Eye, My Idea Of Fun, Dirt: a bocca aperta e con quel brivido lungo la schiena che è la ragione di tanto amore per questa musica.
Iggy fa il "cane", simula amplessi sopra agli amplificatori, ma durante Real Cool Time un ragazzo salta nel pit. Iggy ordina ai bouncers di farlo passare ed invita quanta più gente possibile ad imitarlo: "Come on, let them on, come on". Alla fine saranno in circa 200 sul palco per No Fun.
Ci vorrà un bel po' di tempo per liberarlo. Se ne occuperà Iggy stesso con divertenti conversazioni con i "Glastonbury dancers" che lo baciano, lo toccano, lo adorano.
Ora che là, sul palco, c'è tanto fango quanto intorno ai nostri piedi si può ricominciare: 1970........
Alla fine Iggy dice: "I Am You". Si Iggy! Sì! (10).
Su YouTube trovate praticamente ogni performance rippata dalla BBC.
Per quanta riguarda la Stage Invasion durante gli Stooges guardate qui.
E loro? Loro si dichiarano emozionati ma non abbastanza dall'essere riusciti a prepararsi tecnicamente per l'occasione. Sono i soliti cazzoni dove solo il batterista Steffan tenta di tenere la barra dritta mentre gli altri vanno tutti per i fatti loro. Stonati, musicalmente impromuovibili e senza "sound". Se i Klaxons su disco affascinano perchè caotici, live si rivelano solo dei casinisti. A Glasto la cosa è in parte ugualmente funzionata. Ma sul fatto che il "lo-fi" sia il futuro della dance rimane molto da discutere (6).
Pete Doherty lo desidereremmo sempre pericolosamente sconvolto, si sa. Ma Pete è un tossico vero, sincero. Non gioca una parte e amarlo significa apprezzarlo anche quando è imprevedibilmente lucido e pacato. Così è questo concerto dei Babyshambles.
Fuck Forever è il perfetto anthem al contrario e Albion dà i brividi mentre i non interessati abbassano il volume delle proprie conversazioni per non disturbare la poesia del momento. Carl non arriva sebbene i cori per Time For Heroes stiano lì a dimostrare cosa siano stati i Libertines per questa nazione. Kate Moss segue tutto adorante da bordo palco. Quando raggiunge il suo Pete per un bacio fugace l'Eleganza scende su Glastonbury (7).
Molto meno elegante Paul Smith che con quei cappellini non si capisce quale tipo di calvizie si ostini a volerci nascondere. Ne riconosco le doti vocali ma i Maximo Park risultano freddi come il ghiaccio. Un problema mio che apprezzo solo Graffiti? Forse non proprio stando alla capacità dei brani del secondo album di gremire i bar circostanti l'Other Stage (5).
Per gli Editors tornano tutti. Il pubblico delle grandi occasioni e il successo è enorme come quello che probabilmente avrà l'album "An End Has A Start". I nuovi Coldplay altro che i nuovi Joy Divsion come qualcuno sperava apprezzandone l'esordio. Bravi sì, ma attendiamo solo che Tom Smith inizi a scriversi sulle mani perchè a lagna sono già in grado di superarli (6).
Un giro nella Last Vagueness (la zona più eccentrica, quella della cappella per i matrimoni) e davanti agli autoscontri nel fango becchiamo a sorpresa New Young Pony Club. Su disco annoiano ma live il groove è buono (6).
Ci spostiamo al The Glade per rivedere !!! che tanto ci avevano coinvolto il giorno precedente. Purtroppo performance e scaletta sono completamente diverse. Una delusione (6).
Quando torniamo all' Other Stage scopriamo che non c'è mai stata così poca gente. Il pubblico degli Editors è giustamente scappato: tutti dai Killers.
Non esisterebbe il noise e gran parte della musica degli ultimi 40 anni senza gli Stooges. Iggy è un po' come fosse il "papà" di tutti noi.
Quattro volte "ciao" (in italiano) nel momento del suo ingresso in scena: siamo certi, non potevano che essere diretti a noi.
I jeans calati sull'inguine più famoso del Rock. Il petto nudo di pelle raggrinzita affascinante quanto e più di quello tonico della giovinezza. L'Iguana inizia a muoversi: salta, urla, balla. Dietro di lui non la solita band di gregari ma i suoi unici Stooges.
Puro Rumore Bianco. Dalla pila di Marshall di Ron Asheton. Dalle pelli percosse dal fratello Scott. Dal basso preciso di Mike Watt. Dal sax disturbante del mitico Steve McKay.
Loose, Down On The Street, I Wanna Be Your Dog, TV Eye, My Idea Of Fun, Dirt: a bocca aperta e con quel brivido lungo la schiena che è la ragione di tanto amore per questa musica.
Iggy fa il "cane", simula amplessi sopra agli amplificatori, ma durante Real Cool Time un ragazzo salta nel pit. Iggy ordina ai bouncers di farlo passare ed invita quanta più gente possibile ad imitarlo: "Come on, let them on, come on". Alla fine saranno in circa 200 sul palco per No Fun.
Ci vorrà un bel po' di tempo per liberarlo. Se ne occuperà Iggy stesso con divertenti conversazioni con i "Glastonbury dancers" che lo baciano, lo toccano, lo adorano.
Ora che là, sul palco, c'è tanto fango quanto intorno ai nostri piedi si può ricominciare: 1970........
Alla fine Iggy dice: "I Am You". Si Iggy! Sì! (10).
Su YouTube trovate praticamente ogni performance rippata dalla BBC.
Per quanta riguarda la Stage Invasion durante gli Stooges guardate qui.
29 giugno 2007
Glastonbury 2007: il venerdì
Giovedì sera siamo riusciti a fare una passeggiata, a vedere da vicino l'imponenza del Pyramid Stage, a sorprenderci per le enormi dimensioni dell'Other Stage e fare un pellegrinaggio al mitico Stone Circle.
Tutto, per la prima ed ultima volta, senza stivali. Durante la notte: il diluvio.
Tutto, per la prima ed ultima volta, senza stivali. Durante la notte: il diluvio.
Venerdì arriviamo al Pyramid che The View hanno praticamente terminato. Sento gli ultimi due brani, intuisco sia stato un concerto dignitoso (6).
Ci spostiamo verso l'Other Stage e aspettando i Modest Mouse mi toccano quegli scalzacani dei The Cribs: orrendi, inutili e antipatici. Nessuno riuscirà a fare peggio di loro (3).
Voglio tentare di capire cosa troviate in questi Modest Mouse. Su disco non ci sono riuscito, ma sono certo che davanti a Johnny Marr tutto cambierà. Sono pronto. Sul blog mi sono sempre trattenuto, E' un mio problema, dai! Qui live lo supererò e finalmente mi sentirò bene. Iniziano. Mi sposto tutto verso Marr. Voglio tremare....
Prima della fine mi incammino. Nessuna emozione, solo tristezza nel vedere il dio "dell'arpeggio Smiths" fare il gregario in una band "cantautorale". Pesantemente retorici (5).
Arriviamo al Pyramid Stage. Sul palco: Gogol Bordello. Penso: "già per me son troppo folk i Modest..". Ci sono decine di migliaia di persone che ballano e saltano sotto la pioggia scrosciante. Coinvolgenti e perfetti per la situazione. Eugene è una forza della natura e l'intera band non è da meno (7). Esce un raggio di sole. Durerà poco. Quando sale sul palco Amy Winehouse piove così forte che non ci si vede. Concerto troppo disturbato dalle intemperie per a dare un giudizio obiettivo e soprattutto troppa gente che nella pioggia accorre da ovunque per vederla. Un caos. Leo la liquida con: "Michael Bublè al femminile". Credo sia esagerato però....(6). Ci dirigiamo verso il Dance Village e passiamo davanti all'Other Stage. Vengo rapito da una voce straordinaria che riconosco: Bright Eyes. Sul palco Conor Oberst oltre che dalla band è accompagnato da una sezione archi. Sono tutti rigorosamente vestiti di bianco. Bravissimi. Inaspettatamente emozionante. First Day Of My Life è il primo vero brivido lungo la schiena della giornata (7). Arriviamo al Dance Village, nel tendone East, per i !!!. Il sound è impressionante. Crescono, crescono, crescono. Braccia alzate al cielo, campanaccio a gogo. Nic Offer a petto nudo è scatenato: "Who's on drugs here?". Un incrocio impossibile tra l'eccesso di Freddy Mercury e l'attitudine di Iggy. Lì, in quel momento, funziona. Una bomba (8).
Super Furry Animals su Other Stage ed è davvero Hello Sunshine. C'è il sole del tramonto e loro con le maschere dei Power Rangers in testa. Splendidi. Un set "greatest hits", tra pop e sperimentazione. The Man Don't Give A Fuck (7).
The Coral ho sempre pensato sarebbero stati uno degli highlight del festival e che non li avrei persi a nessun costo. Un set concentrato sui primi due album e parecchi inediti dal prossimo che fanno intuire un ritorno eccezionale (forse il disco dell'anno deve ancora arrivare). Molti che dopo i SFA si stavano dirigendo verso i Bloc Party, sentendo Dreaming Of You, hanno deciso di tornare indietro. A Pass It On il parterre fangoso antistante l'Other Stage è strapieno. Probailmente i migliori musicisti inglesi della loro generazione. Semplicemente magnifici (9). Rufus Wainright non fa per me. Ho visto solo una parte del concerto e non esprimerò un giudizio. Ho colto però qualcosa che su disco non ero riuscito. So che verso la fine si è travestito e ha cantato con la sorella Martha. Interessante.
Avevo scommesso che nessuno sarebbe riuscito a fare meglio dei Kasabian. Ci sono andato vicino. Il sound è una bomba. Tom Meighan è carico, probabilmente in ogni senso, e calca il Pyramid Stage come fosse suo. Da Shoot the Runner a Club Foot tiene in pugno un pubblico oceanico. Lo fa cantare per tutto il concerto. Lo domina. E' il pubblico "orfano" degli Oasis che cerca nei Kasabian il conforto che gli Arcade Fire non gli potranno mai dare. Si cala leggermente solo quando canta Serge Pizzorno ma per il resto è straordinario Pure British Empire: "Come On Glastonbury!" (9). Alle 23 tocca a quei 4 ragazzi di Sheffield che non essendo mai stati a Glasto decidono di andarci direttamente come headliner del Pyramid Stage. Un avvenimento ovviamente senza precedenti. Gli Arctic Monkeys, come sempre, se la giocano a modo loro. Si stringono al centro di quel palco enorme ed iniziano a suonare esattamente come fossero in un club. Matt Helders è la solita furia incontenibile. A View From The Afternoon e Brianstorm e penso: "è fatta, hanno vinto". I ragazzi sviluppano un concerto tecnicamente ineccepibile, di incredibile professionalità. Ma è un freddo cane. Sono 12 ore che il pubblico è esposto a fango, fatica, pioggia e musica. E' stremato. Ha bisogno di essere scaldato e condotto. Questi sono i momenti in cui un frontman che si sporge oltre le casse spia fa la differenza. Gli Arctics coerentemente sono costretti a concentrarsi su ciò che sono: musica. Alex Turner ce la mette tutta. Pensa a cantare e intelligentemente non interpreta ruoli che non sono suoi. Parla con il pubblico. Nessun "Come On Glasto!". Gli si rivolge invece con continui "Ladies and Gentlemen..." cercando un'intimità che riescirà però a trovare solo in parte. Non fraintendetemi, il concerto è bellissimo. Sono esattamente gli Arctic Monkeys. Ma il tipo di intima intensità trasmessa è certamente più percepibile dai milioni di telespettatori che li stanno seguendo in diretta sulla BBC piuttosto che dai più di 100.000 infreddoliti sotto il palco. I Bet You Look Good On The Dancefloor è da paura e con Murdy Bum cantano tutti. Ma nel lungo set (21 brani) che comprende la quasi totalità dei due album si intuisce come tali livelli di coinvolgimento non siano possibili con molti dei pezzi di "Favourite Worst Nightmare". Per la b-side Temptation.. arriva Dizzee Rascal, un momento topico che si trasforma in beffa. Lo sentono solo in Tv, il microfono del rapper non è amplificato dal PA: lo vediamo solo agitarsi senza udirlo. Nel bis la cover di Diamonds Are Forever dedicata a Dame Shirley Bassey (al piano per l'occasione: James Ford): bravissimo Alex. Gran finale con 505 e A Certain Romance. Splendido ma, almeno per coloro che erano là, non il momento più al alto della loro carriera (8).
Ci spostiamo verso l'Other Stage e aspettando i Modest Mouse mi toccano quegli scalzacani dei The Cribs: orrendi, inutili e antipatici. Nessuno riuscirà a fare peggio di loro (3).
Voglio tentare di capire cosa troviate in questi Modest Mouse. Su disco non ci sono riuscito, ma sono certo che davanti a Johnny Marr tutto cambierà. Sono pronto. Sul blog mi sono sempre trattenuto, E' un mio problema, dai! Qui live lo supererò e finalmente mi sentirò bene. Iniziano. Mi sposto tutto verso Marr. Voglio tremare....
Prima della fine mi incammino. Nessuna emozione, solo tristezza nel vedere il dio "dell'arpeggio Smiths" fare il gregario in una band "cantautorale". Pesantemente retorici (5).
Arriviamo al Pyramid Stage. Sul palco: Gogol Bordello. Penso: "già per me son troppo folk i Modest..". Ci sono decine di migliaia di persone che ballano e saltano sotto la pioggia scrosciante. Coinvolgenti e perfetti per la situazione. Eugene è una forza della natura e l'intera band non è da meno (7). Esce un raggio di sole. Durerà poco. Quando sale sul palco Amy Winehouse piove così forte che non ci si vede. Concerto troppo disturbato dalle intemperie per a dare un giudizio obiettivo e soprattutto troppa gente che nella pioggia accorre da ovunque per vederla. Un caos. Leo la liquida con: "Michael Bublè al femminile". Credo sia esagerato però....(6). Ci dirigiamo verso il Dance Village e passiamo davanti all'Other Stage. Vengo rapito da una voce straordinaria che riconosco: Bright Eyes. Sul palco Conor Oberst oltre che dalla band è accompagnato da una sezione archi. Sono tutti rigorosamente vestiti di bianco. Bravissimi. Inaspettatamente emozionante. First Day Of My Life è il primo vero brivido lungo la schiena della giornata (7). Arriviamo al Dance Village, nel tendone East, per i !!!. Il sound è impressionante. Crescono, crescono, crescono. Braccia alzate al cielo, campanaccio a gogo. Nic Offer a petto nudo è scatenato: "Who's on drugs here?". Un incrocio impossibile tra l'eccesso di Freddy Mercury e l'attitudine di Iggy. Lì, in quel momento, funziona. Una bomba (8).
Super Furry Animals su Other Stage ed è davvero Hello Sunshine. C'è il sole del tramonto e loro con le maschere dei Power Rangers in testa. Splendidi. Un set "greatest hits", tra pop e sperimentazione. The Man Don't Give A Fuck (7).
The Coral ho sempre pensato sarebbero stati uno degli highlight del festival e che non li avrei persi a nessun costo. Un set concentrato sui primi due album e parecchi inediti dal prossimo che fanno intuire un ritorno eccezionale (forse il disco dell'anno deve ancora arrivare). Molti che dopo i SFA si stavano dirigendo verso i Bloc Party, sentendo Dreaming Of You, hanno deciso di tornare indietro. A Pass It On il parterre fangoso antistante l'Other Stage è strapieno. Probailmente i migliori musicisti inglesi della loro generazione. Semplicemente magnifici (9). Rufus Wainright non fa per me. Ho visto solo una parte del concerto e non esprimerò un giudizio. Ho colto però qualcosa che su disco non ero riuscito. So che verso la fine si è travestito e ha cantato con la sorella Martha. Interessante.
Avevo scommesso che nessuno sarebbe riuscito a fare meglio dei Kasabian. Ci sono andato vicino. Il sound è una bomba. Tom Meighan è carico, probabilmente in ogni senso, e calca il Pyramid Stage come fosse suo. Da Shoot the Runner a Club Foot tiene in pugno un pubblico oceanico. Lo fa cantare per tutto il concerto. Lo domina. E' il pubblico "orfano" degli Oasis che cerca nei Kasabian il conforto che gli Arcade Fire non gli potranno mai dare. Si cala leggermente solo quando canta Serge Pizzorno ma per il resto è straordinario Pure British Empire: "Come On Glastonbury!" (9). Alle 23 tocca a quei 4 ragazzi di Sheffield che non essendo mai stati a Glasto decidono di andarci direttamente come headliner del Pyramid Stage. Un avvenimento ovviamente senza precedenti. Gli Arctic Monkeys, come sempre, se la giocano a modo loro. Si stringono al centro di quel palco enorme ed iniziano a suonare esattamente come fossero in un club. Matt Helders è la solita furia incontenibile. A View From The Afternoon e Brianstorm e penso: "è fatta, hanno vinto". I ragazzi sviluppano un concerto tecnicamente ineccepibile, di incredibile professionalità. Ma è un freddo cane. Sono 12 ore che il pubblico è esposto a fango, fatica, pioggia e musica. E' stremato. Ha bisogno di essere scaldato e condotto. Questi sono i momenti in cui un frontman che si sporge oltre le casse spia fa la differenza. Gli Arctics coerentemente sono costretti a concentrarsi su ciò che sono: musica. Alex Turner ce la mette tutta. Pensa a cantare e intelligentemente non interpreta ruoli che non sono suoi. Parla con il pubblico. Nessun "Come On Glasto!". Gli si rivolge invece con continui "Ladies and Gentlemen..." cercando un'intimità che riescirà però a trovare solo in parte. Non fraintendetemi, il concerto è bellissimo. Sono esattamente gli Arctic Monkeys. Ma il tipo di intima intensità trasmessa è certamente più percepibile dai milioni di telespettatori che li stanno seguendo in diretta sulla BBC piuttosto che dai più di 100.000 infreddoliti sotto il palco. I Bet You Look Good On The Dancefloor è da paura e con Murdy Bum cantano tutti. Ma nel lungo set (21 brani) che comprende la quasi totalità dei due album si intuisce come tali livelli di coinvolgimento non siano possibili con molti dei pezzi di "Favourite Worst Nightmare". Per la b-side Temptation.. arriva Dizzee Rascal, un momento topico che si trasforma in beffa. Lo sentono solo in Tv, il microfono del rapper non è amplificato dal PA: lo vediamo solo agitarsi senza udirlo. Nel bis la cover di Diamonds Are Forever dedicata a Dame Shirley Bassey (al piano per l'occasione: James Ford): bravissimo Alex. Gran finale con 505 e A Certain Romance. Splendido ma, almeno per coloro che erano là, non il momento più al alto della loro carriera (8).
28 giugno 2007
Take it easy. It's Glasto!
Quella che vedete qui a fianco è la mappa del Glastonbury Festival.E' molto difficile potervi rendere le dimensioni (300 ettari). Per tentare di darvi un'idea, considerate che l'area azzurra che trovate dove c'è scritto Pyramid Stage è una zona in grado di ospitare da sola oltre 200.000 persone.
Dal Pyramid Stage all'Other Stage c'è circa 1 Km (la distanza minima che si deve percorrere tra un'attrazione e l'altra) e in quelle condizioni di terreno e calca è giusto mettere in preventivo circa 1 ora per tale spostamento.
Con un programma giornaliero come quello riportato qui sotto (sono solo le 2 principali di ben 5 pagine di programmazione) il neofita di Glastonbury viene colto dal panico. E' inevitabile "perdere" la maggior parte di ciò che sta accadendo. E stiamo parlando solo della musica, senza considerare teatro, cabaret, cinema e attrazioni varie.
Già alla seconda giornata si inizia ad imparare: "Take it easy. It's Glasto!"
Cliccate sulle immagini per ingrandirle
27 giugno 2007
26 giugno 2007
Mud and Glory
Non conta molto che Glastonbury sia il più longevo e grande festival musicale esistente, ciò che si avverte da subito è che Glastonbury è: il Festival.
Un mondo parallelo in cui per tre giorni (nessuno probabilmente potrebbe resisterne quattro) 177.500 persone scelgono e pretendono di dare vita ad un sogno delirante.
Sì, le droghe aiutano e pure le scatole da 24 lattine di birra trasportate ovunque in braccio come si trattasse di un figlio. Ma non è solo questo. Questo accade più o meno dappertutto, lo sapete.
A Glastonbury diversa è l'attitudine che chiunque valichi quel cancello decide di interpretare. E' quel "take it easy, it's Glasto" che si sente ripetere in continuazione, ovunque ci si giri.
Troppo freak per voi? No, state tranquilli, lo sarebbe certamente anche per me.
Basta vedere la programmazione di quei 9 palchi e dell'infinità di tendoni per capire che Glastonbury non è nostalgia ma un contenitore in evoluzione: capiente sia della contemporaneità che della tradizione.
In una vallata immersa nel fango, nel disagio, nella fatica, un popolo di mavericks, di eccentrici, sceglie di lottare e giocare con i propri colori, il proprio estro e la propria malinconica ironia una partita che sa già di perdere. Contro il tempo, la natura ostile, la realtà.
C'è del tribale. C'è dell'infantile. C'è del punk. C'è pure qualcosa di Churchlliano.
Questo è Glastonbury!
E la musica? La musica arriverà nei prossimi post, non temete.
Intanto le prime foto.
5 aprile 2007
I mocciosi su Mojo
Custodisco religiosamente ognuno dei 162 numeri di Mojo usciti sinora.So quanto raramente su questa rivista "da adulti" la copertina sia concessa agli artisti del presente.
Dal 2000 era capitato solamente agli White Stripes e agli Strokes ma a nessuna band inglese di questo millennio.
No, neppure ai Coldplay.
Sul numero uscito ieri ci sono gli Arctic Monkeys.
Che significhi qualcosa?
28 marzo 2007
Droghe
L'Independent, per la gioia di Giovanardi, aveva appena dichiarato di aver cambiato idea: la cannabis è diventata troppo potente per pensare di legalizzarla.Il Guardian gli risponde pubblicando in prima pagina quella che secondo le analisi di studiosi e ricercatori (anche del governo) sarebbe l'odierna corretta riclassificazione delle droghe per pericolosità.
Il legalissimo alcool si troverebbe ben al 5° posto.
La cannabis che è droga di classe C starebbe solo all'11°, l'ecstasy, attualmente di classe A, addirittura al 18°.
Cliccate sull'immagine per ingrandirla.
21 novembre 2006
Uk Best Selling Albums Ever
Dopo 6 mesi di approfondite ricerche gli addetti della UK Charts Company hanno stilato la classifca definitiva degli album più venduti di tutti i tempi in Gran Bretagna.
cifre in milioni di copie - clicca per ingrandire l'immagine
C'è una rivoluzione al primo posto, dove da sempre si credeva stessero i Beatles con Sgt. Pepper.
Conforta vedere l'importanza degli Oasis con What's The Story Morning Glory.
Ma il primato inespugnabile dei Queen spiega molto sulla deriva della musica "alternativa" contemporanea.
thanks to eugenio
16 ottobre 2006
Top 50 Power Stars
1. Kate Moss2. Madonna
3. David Beckham
4. Kylie Minogue
5. Angelina Jolie
6. Brad Pitt
7. Victoria Beckham
8. Keira Knightley
9. Jennifer Aniston
10.George Clooney
Quantità di citazioni nei media, copertine di periodici assegnate, "entries" associate in Google UK. Questi i parametri utilizzati per stilare la classifica del Sunday Times sulle 50 celebrità più potenti ed influenti in Gran Bretagna.
Gli Oasis non ci sono più. Pete Doherty è al 46. Ma che, insolitamente, al top non ci sia nè una star della musica nè del cinema ma una modella è davvero la cosa più pop ed interessante.
Pel la lista completa: 1-25 e 26-50
15 ottobre 2006
6 ottobre 2006
Dave lo Zapatory 2
Si dice che in Gran Bretagna dieci anni fa una mamma avrebbe preferito avere un figlio gay piuttosto che Tory. Oggi questa regola sembra proprio non possa più valere.David Cameron in chiusura del congresso del partito conservatore:
"C'è qualcosa di speciale nel matrimonio. Non ha a che fare con la religione. Non c'entra con la morale. Ha a che fare con un impegno.
Quando ti trovi là, di fronte ai tuoi amici e alla tua famiglia, di fronte al mondo, che sia in una chiesa o in qualunque altro posto, quello che stai facendo significa davvero qualcosa.
Promettersi a qualcuno significa fare una cosa coraggiosa e importante. Prendi un impegno. Stai dicendo a tutti: non riguarda più me, me e me. Riguarda “noi”, insieme, noi due, nel bene e nel male.
È questo che conta.
E quindi, significa qualcosa sia che siate un uomo e una donna, sia che siate una donna e una donna, sia che siate un uomo e un uomo. È per questo che noi sosteniamo le unioni civili, e io ne sono fiero"
thanks to wittgenstein
30 settembre 2006
Cameron, lo Zapatory
Sarà David Cameron, nuovo leader del partito conservatore britannico, lo sfidante che Gordon Brown dovrà affrontare.Al di là del fatto che Cameron, a differenza di Brown, le canzoni degli Arctic Monkeys le conosce davvero, vi sono una serie di altre cose molto interessanti su di lui. Alcune si possono leggere su questo articolo.
Stavolta per i Labour vincere sarà tutt'altro che scontanto.
29 settembre 2006
La coppia perfetta.
Pete è uscito di clinica. Ha iniziato il tour irlandese. Kate lo ha accompagnato pure sul palco in "La Belle et la Bete". Folla, a ragione, in delirio. Domenica prossima iniziano le date inglesi. Vi terremo informati. Anything can happen.....Qui, la coppia all'aeroporto, in una scansione dal Sun.
27 settembre 2006
Gordon Brown e le Scimmie
Ancora politici e rock.In Italia si fatica a realizzare quale sia la vera rilevanza degli Arctic Monkeys in Uk.
A dimostrazione che questa band là rappresenta un fenomeno sociale oltre che musicale arriva Gordon Brown, quasi certo successsore di Blair alla guida del partito laburista.
Brown infatti, in una recentissima conferenza stampa, ha dichiarato che gli Arctic non solo sarebbero una delle sue band preferite ma che è al loro suono che si sveglia tutte le mattine.
Era dal '95, dai tempi della Cool Britannia e di un Blair devoto agli Oasis, che una vera rock band non veniva usata in politica come elemento di vicinanza con "ciò che conta".
Peccato che Brown subito interrogato su quali fossero i suoi brani preferiti delle "Scimmie Artiche", non sapendo rispondere, abbia dovuto ripiegare sui Coldplay.
Forse David Cameron si farà cogliere più preparato.....
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