C'è vento. Con gli Editors, a dire la verità, non ce ne eravamo accorti, ma vogliamo sperare sia per questo che non sentiamo la batteria, che la chitarra scompare, che manca il volume.
Il volume cazzo! Cose veniamo a fare ad un concerto se non c'è il volume?
Sarà il vento...
Con Cayahuga inizia a girare, finalmente arriva Great Beyond e suona esattamente come ci ricordavamo i R.E.M. dal vivo.
Di qui in poi tengono (One I Love, Let Me In, Orange Crush), ma non con continuità (Star 69 cercheremo di dimenticare di averla sentita così).
Fiacchetti. In particolare Peter Buck che ci saremmo aspettati protagonista di distorsione nel tour del "suo disco" e che invece mai abbiamo sentito così "silenzioso".
I brani di "Accelerate" non sfondano.
Bis fenomenale. Michael Stipe si molla e gli altri sembrano i R.E.M. di sempre: Losing My Religion, It's the End..., Man On The Moon.
Felici di perdonare tutto. Anche il vento...
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