30 ottobre 2009

Sunn O))) - Interzona, Verona 29/10/09

La firma della liberatoria sulle possibili conseguenze della pressione sonora ampiamente oltre gli 87 decibel. La consegna dei tappi auricolari. Siamo venuti anche e soprattutto per questo. Molto divertente.
I primi venti minuti, nel silenzio, la stanza si riempie di fumo. Non si vede più niente, l'unico suono percepito è quello delle valvole degli amplificatori. Molto interessante.
Ai primi accordi, al buio, arriva l'onda. Pensi di esserti sbagliato ad essere scettico. E' un'esperienza fisica: il suono solido. Lo senti dappertutto.
La nebbia si dirada, piano piano appaiono i cappucci. La lentezza in totale assenza di ritmo fa emergere l'idea inquietante che questo sia il Metal della Biennale.
Arriva l'ospite Attila Csihar dei Mayhem (è il tour di "Monoliths and Dimensions") e, nonostante le maschere (magnifica quella in lattice bianco colato), la sua costante presenza sul palcoscenico appiattisce tutto. I rantoli sepolcrali e la macabra gestualità diventano più protagonisti del suono stesso.
L'intuizione Kubrickiana si trasforma nella tanto temuta noia e si inizia ad essere così "dronati" da sentire il bisogno del bar. Al ritorno quei laser fanno troppo Star Wars.
Li attendo alla prova senza "lead singer". Oppure in versione unplugged.

17 commenti:

a. ha detto...

ma ti sei fatto almeno una sigaretta col ciuffo prima? perchè altrimenti non vale

onan ha detto...

a: sì, sì. Quindi vale. :)

Joyello ha detto...

Come a dire che... non mi son perso sto granché!... :)

Le mie fonti, finora m'hanno detto solo: "Pacchiani da vedere, ma efficaci"

Con la tua scheda, ora cerco di interpretare e capisco che... soni Rockets degli anni zero!

:)

leo ha detto...

No dai Rockets è troppo impietoso!
A me sono piaciuti molto, forse perchè non avevo mai visto uno show del genere...la fisicità parossistica del suono, la teatralità, tutti questi riferimenti al primitivismo al druidismo nordico.... In ogni caso da prendere a piccole dosi e aspetto la prova unplugged

Anonimo ha detto...

Ah, ma allora c'eri! Non ti ho visto (hahaha). Ma dove stavi? Per me, concertone. O meglio: non è stato un concerto, ma un rito pagano. Hanno effettivamente suonato un po' troppo ma hanno devastato tutto.

Triolocaust

Joyello ha detto...

Sarà, Leo ma... se sommo anche la tua impressione e quella di mio nipote (nel commento subito dopo il tuo)... capisco che possa sembrare disorientante citare i Rockets ma mi appare quanto mai pertinente.
Il "druidismo nordico" al posto dell'alienazione futiristica e i cappucci al posto del trucco silver ma l'intenzione mi sembra piuttosto la stessa (circense).
Mah... io mi accontenterò di sentire i loro dischi e speriamo che arrivino a venderne tanti quanto han fatto i francesi pelati.
:-)

Anonimo ha detto...

Potevi venire però! E' stata un'esperienza "da spetteno". :)

Triolocaust

Joyello ha detto...

Per quello non son venuto. Coi capelli che mi ritrovo, che avrei dovuto spettinarmi?
:-)

leo ha detto...

Joy i dischi però sono assolutamente da evitare, non hanno senso. E' molto meglio vederli dal vivo credimi

onan ha detto...

Triolocaust: ero perso nella nebbia. O al bar.:)

leo e joyello: i Rockets credo sia davvero troppo impietoso anch'io, sebbene quei laser nella parte finale del concerto purtroppo qualche rimando... ma non è a questo che credo si riferisca joyello, quanto ad un'idea circense che rimane molto combattuta con quella del Metal da Biennale.
Credo abbiate ragione entrambi, ma non è vero, Joyello, che non ti sei perso un granchè. Questo no.

modesty ha detto...

che figata!
verona, eh?!
:) love, mod

accento svedese ha detto...

Boh, sinceramente a me fanno addormentare... non riesco ad immaginarmeli dal vivo e non riesco nemmeno ad immaginarmi mentre li seguo ad un concerto (anche se tempo fa ho rischiato di andarli a sentire sul serio). Magari saranno la band più innovativa del mondo, ma se ho voglia di roba che mi danneggi le sinapsi preferisco ancora ascoltarmi roba come Orb, 808 State o LFO - che almeno non devo prendere la macchina e posso ascoltarmeli comodamente a casa.

onan ha detto...

modesty: sì, e l'Interzona (oltre che a me così vicino) credo sia locale particolarmente adatto a questo.

accento svedese: la band più innovativa del mondo direi proprio di no. Ma vale la pena provarli. Paradossalmente dopo il live si riesce pure a dare un minimo di senso al disco. :)

Romilar ha detto...

a me son piaciuti parecchio, i primi 45 minuti mi sono rilassato in piedi a occhi chiusi e con un massaggio di onde sonore che ho gradito parecchio. Sinceramente nonostante vada a un sacco di concerti è raro che mi capiti di sentire ( in tutti i sensi) una botta sonora del genere. E men che meno di assistere a uno spettacolo del genere. Perchè, se non c'era la teatralità, che due coglioni!! e che rito nordico è senza druido? Attila ci stava a pennello.

onan ha detto...

Romiliar: sì i primi 45 minuti sì.

Anonimo ha detto...

Attila ha stravinto. Ho anche preso il cofanetto dei Mayhem con le tracce originali di De Mysteriis! Roba da nerd, davvero.

Triolocaust

onan ha detto...

Triolocaust: E lo so che sei un fan dei Mayhem. Mi ricordo la maglietta. :)