20 settembre 2009

Very international

Non importa cosa pensiamo dei Muse. Questa deliziosa presa per il culo della Ventura in cui il terzetto, sfruttando l'assurdo playback, si permette di far sedere Matt Bellamy alla batteria e far passare, all'incompetente presentatrice, Domenic Howard come il cantante li renderà indimenticabili.

thanks to colas

8 commenti:

Il Grande Favollo ha detto...

La Ventura era certamente il personaggio adatto per giudicare dei ragazzi dal punto di vista musicale a X-factor. Non saprebbe distinguere un microfono da un vibratore.

Lucien ha detto...

Ma mentre suonavano qualcuno nello studio glielo poteva spiegare? Boh!
O a RAI 2 sono tutti fessi oppure non pensavano che fosse così incompetente lei.

Comunque fantastici!

onan ha detto...

Il Grande Favollo: :-)

Lucien: penso la prima che hai detto. Ed è pazzesco.

ilgmk ha detto...

Hanno appena guadagnato 1000 punti nella mia considerazione! Gli perdono pure "United States Of Eurasia"! Invece buona l'esibizione (dal vivo) ai VMA americani...

zen ha detto...

l'umorismo anglosassone è uno spasso....

leo ha detto...

Il Riformista di oggi dedica un ampio articolo a questa faccenda, aggiunge che le domande della Ventura sono le stesse identiche fatte sempre ai Muse qualche anno fa. Certo se fossi uno dei Muse con le pompose ambizioni planetarie che si pongono mi preoccuperei pure del fatto di non essere riconosciuto

onan ha detto...

leo: anche il Corriere dedica spazio oggi, ma ormai glielo hanno dedicato un po' tutti. La figura di merda è stata molto più ampia di quanto la nostra "toxic queen" potesse immaginare. Stiamo parlando di un gruppo, per quanto poco ci piaccia, al primo posto in mezza Europa. Che ha venduto oltre 8 milioni di dischi e che unico di questo decennio ha mandato sold-out due date consecutive a Wembley Stadium. Loro più che preoccupati mi sono parsi molto britannicamente divertiti.

mbow ha detto...

idoli