19 febbraio 2007

Pop Levi - The Return To Form Black Magick Party

Vi aspettereste da uno che è stato prima il fondatore dei Super Numeri (roba Ninja Tune) e poi il bassista dei Ladytron un disco glam?
E invece questo "The Return To Form Black Magick Party" è l'album più glam che sia stato inciso da anni. Pop Levi ha in mente una sola cosa: dimostrare di essere la reincarnazione di Marc Bolan. Non c'è dubbio vi riesca. Basterebbe Sugar Assault Me per mettere in chiaro che è lui il "21st Century Boy". Dollar Bill Rock, con quei tre accordi riempipista, fa addirittura pensare che ad accompagnarlo nell'impresa vi siano i veri T Rex. Non serve sapere se Pop Levi e i suoi compagni siano pieni di lustrini, stelline, zatteroni (non credo), è sufficiente la musica a far visualizzare quell'immaginario Velvet Goldmine.
Il ragazzo sembra aver studiato ogni particolare e ogni trucco della musica alla quale vuole rendere omaggio (T. Rex, Ziggy, Roxy). Una produzione molto particolare, sicuramente frutto delle sue esperienze precedenti, gli permette di non trasformare il suo progetto in una perfetta ma patetica "cover band". Gli arrangiamenti e i dettagli sono il risultato di tecniche tutt'altro che vintage. Quei caratteristici continui battimani non sono certamente umani e i loop ritmici ossessivi sono frutto di una cultura elettronica restituita al rock.
Non so se il maestro Tony Visconti approverebbe l'operazione. Forse vi è più sincera attitudine glam-rock nei Kasabian di Shoot the Runner che in un disco che potrebbe anche essere il risultato di una one-man-band in cui Levi è il factotum del suo sogno seventies.
Io vi suggerisco di scaricarlo. Dopo qualche ascolto o andrete a recuperare gli originali (pure John Lennon, sentita From The Day That You Were Born ) o vi verrà voglia di organizzare una festa 70's.
In ogni caso ne sarà valsa la pena.

6/10


intero album su myspace

6 commenti:

leo ha detto...

Ma allora come mai gli hai dato SOLO sei?

luca ha detto...

Grazie per la domanda (come direbbero i politici).

Il momento del voto è sempre cruciale. Difficile.
Ma, vista la mia mania di classificazione, importantissimo.
Ho deciso di essere molto severo nei voti.
Penso che severi dovrebbero esserlo almeno i blog dato che nelle riviste sembra essere ormai proibito stroncare (che cosa assurda).

Ecco quindi che mentre là il 6 sembra esserci per tutti qui vorrebbe rappresentare la vera la sufficienza.

Scrivo di dischi che potenzialmente potrebbero piacermi. Mi aspetto e pretendo delle cose da questi dischi. Come si può essere sempre indulgenti con tutto?

Un 6 significa che il disco è bello ma ha ragioni per non essere importante.
5 che ce la poteva fare ma.... (come i The View).

Pop Levi è godibile, bello, divertente a tratti irresistibile ma non è assolutamente importante.
E' promosso perchè se lo merita. E promosso qui vorrebbe (almeno negli intenti) essere già un traguardo.

Ma tu Leo, che sei un cultore del genere, che voto gli dai? Mi incuriosisce molto.

Bluto ha detto...

Lo sto ascoltando proprio ora: carinissimo! Molto glam come dici tu. Comunque sono d'accordo sul voto!

federico ha detto...

Ho sentito solo il singolo che passano su Qoob: molto buono! e poi lui è un gran personaggio...

federico
accentosvedese.blogspot.com

leo ha detto...

Ho capito perfettamente quello che intendi dopo aver ascoltato l'albo che sì, è carino e divertente (irresistibile quell'ossessivo "I took my baby to the train" all'inizio di un pezzo, una delle frasi più abusate nella storia del rock, ma ci incazzeremmo se non ci fosse...)nonostante qualche oscena caduta di tono qui e là, ma nel glam ci sta, sennò non sarebbe abbastanza glamorous. Certo abbiamo a che fare con un'interminabile sequenza di divertissment in questo 2007, se si eccettua The good the Bad and the Queen. Ce li teniamo ben stretti, visto lo spaventoso vuoto del 2006, CSS eccettuati (ed è tutto dire). Questo disco è un meraviglioso tuffo nella più morbida delle plastiche colorate, ma manca qualcosa, che credo però si troverà nelle esibizioni live. Credo che Pop Levi debba esistere primariamente come entità live, magari con mirabolanti effettoni scenici. Solo così potrà rivelare il suo vero valore. La superficie piatta di un cd, ancorchè masterizzato, lo costringe ben di più del più efferato dei bondage

luca ha detto...

Mi conforta Leo, la tua opinione.
E' un disco che diverte, che sorprende per quanto glam riesca ad essere. Eppure gli manca lo spessore per rimanere. Per accedere alla lista dei dischi dell'anno.

Non sarei così pessimesta sul 2007. Dai. Sono usciti un paio di dischi davvero buoni (sui Klaxons so come la pensi ma credo tu non ti sia applicato abbastanza) ce ne sono altri che sto ascoltando che non sono male e altri sui cui confido molto (Arctic sopra a tutti ma naturalemnte anche The Horrors).