5 febbraio 2007

Klaxons - Myths Of The Near Future

Un fenomeno inesistente con a capo una band "confusa" dall'impostazione guitar rock: i Klaxons.
Questo è ciò che pensavo della New Rave.
Dopo un travagliato percorso, che conoscete, non so ancora se il fenomeno esista. Credo però che la band "confusa" potrebbe anche farlo nascere grazie ad un disco importante quanto Myths Of The Near Future.
Vi avevo cercato le regole del beat e non trovandole mi ero chiesto come avrei mai potuto ballare a ritmi così poco dance.
Avevo insomma concluso: "Se non li sento io vuol dire che non si ballano".
Ho avuto un brivido. Stavo sostenendo ciò che si sostiene quando non si è più capaci di sopportare il cambiamento. Esattamente ciò che si era detto davanti al punk 30 anni fa, alla Rave 15 anni dopo.
Ho faticato ad avvertire un "ritmo" nei Klaxons. Ho dovuto prima decifrare ciò che altri, penso più giovani, naturalmente avvertono.
Non potrò viverlo questo "ritmo". Non tenterò di ballarlo ma credo di averlo compreso.
L'impostazione rock della band è fuorviante. Ci si aspetta l'elettronica mentre loro disordinano il tutto. Chitarre rumorose, basso distortissimo (alla Cliff Burton), drumming nervoso. Solo misurati gli inserimenti di suoni provenienti dalla club-culture. Il fat sound dei Leftield ad aprire Two Receivers, le sporadiche sirene stile Prodigy/Chemicals, la cover del dance classic Not Over Yet di Grace.
Non ennesimi figli dei Bloc Party ma loro primi coraggiosi avversari.
Caotici ed inquietanti dove li preferisco (Atlantis To Interzone e Magick).
Franz Ferdinand stralunati in Totem on the Timeline.
Inclini ad un pop-appeal strategicamente tutto britannico (con quel falsetto alla Hard-Fi): Gravity's Rainbow e As Above As Below sono episodi capaci di conquistare quel mainstream indispensabile per fare "movimento".
Non so se i Klaxons siano dance o se siano la nuova frontiera dello space-rock. Vedo da qualche parte corpi sudati che si agitano. Persi al suono saturo e disturbante di un disco pericolosamente coinvolgente. Mi basta e avanza.

8/10

myspace/klaxons

11 commenti:

giulio ha detto...

ottimo album, ma vorresti dirmi che Two Receivers non ti ricorda i Bloc Party!?

cmq tornando al discorso turnmills, ne vale la pena solo per alcune feste e questa non la farei rientrare tra le migliori, tutta altra storia il capodanno chimico, lì ci sarei voluto essere per tutti i 2 anni!

luca ha detto...

Si me li ricorda. Messa all'inizo poi. E' "resposabile" della mia cantonata. E' il pezzo che mi piace meno.
Dopo così tanti ascolti ho deciso che i Klaxons sono però ciò che i Bloc Party non saranno mai.
I Klaxons le influenze post punk le stravolgono nel loro frullature di suoni, i Bloc party le "armonizzano".

Al Turnmills con i Chemical Brothers quell'ultimo dell'anno (2001) si era così "packed" da non riuscire assolutmente a muoversi. Non è stato proprio fantastico. Meglio qualche anno prima in un sabato normale con Richard Fearless.

federico ha detto...

Ottimo! stavo per scrivere io cose su questo disco ma hai detto tutto tu. ;)
Il disco in questione lo sto ascoltando ossessivamente, e ad ogni ascolto mi piace sempre più.
Ha sostanza, ha un'anima. E non è cosa da poco.
Ho solo il sospetto che i Klaxons siano un pochino costruiti. O meglio, che ci giochino un pochino sopra. Ma sono veramente bravi, ed hanno grandi margini di crescita.
Solo una cosa: ma che cavolo vuol dire poi la definizione new rave?
In ogni caso suonano come i primi Cure filtrati attraverso la techno inglese primi anni novanta. Forse si spiega così la definizione new rave. :D

blago ha detto...

ottimo onan, ma non perchè concordo sul voto o sulla recensione (questo ormai è ovvio;-) ma perchè sei ritornato sui tuoi passi, cosa che tanti non farebbero.

Bluto ha detto...

A volte è bello ricredersi. Alcuni album che ora adoro due anni fa mi facevano schifo, per dire.

Joyello ha detto...

:-)
D'altrone, come si dice? Solo gli idioti non cambiano mai idea, no?
...
Mi hai fatto venire voglia di sentire questo disco. Nella stessa misura in cui finora non ne avevo avuto voglia a causa della tua precedente rece.
Ti farò sapere...
J.

luca ha detto...

Vi ruingrazio della vostra comprensione.

Un po' costruiti lo sono senz'altro. Come la New Rave d'altra parte (la definizione di Wikipedia è corretta, Federico). Ma funziona.
Il pericolo sarà live dove temo si comporteranno con "l'affidabilità" degli Stone Roses.... ma tant'è, in queste cose funziona così.

Il disco cresce ad ogni ascolto.
Un po' come l'hype che sta attorno al gruppo.

Joyello facci sapere quale "recensione" preferisci a questo punto. ;-)

Mr.Vigorous ha detto...

I miei complimenti per il blog. E per le parole spese sull'album dei Klaxons. Non era facile. Sei quello che meglio è stato capace di comprendere e spiegare la loro musica, tra quello che ho potuto leggere in giro.


Un saluto

Monterey ha detto...

Confesso che la tua prima stroncatura mi aveva sorpreso, anche se mi interessano sempre molto le voci fuori dal coro. E poi tante volte i dischi cambiano in funzione del momento in cui li si ascolta, perdono o acquistano "magik" in relazione ad eventi, persone, emozioni. Bella e sentita questa inversione: grande!

luca ha detto...

Grazie mr.vigorous e monterey. troppo buoni

Yoshi ha detto...

(mi sto ricredendo anch'io sui giardini di mirò...)

quello dei klaxons l'ho scaricato oggi e l'ho ascoltato per adesso una volta. non è che mi sembra qualcosa di fenomenalmente nuovo ma è tutto molto bello