16 novembre 2006

The Long Blondes - Someone To Drive You Home

Da Sheffield. Unica città inglese ad avere attualmente una scena musicale. Città degli Arctic Monkeys e città di quei Pulp che sono l'influenza principale degli attesissimi Long Blondes.
Al posto di Jarvis Cocker qui troviamo la femme fatale Kate Jackson, ma i riferimenti estetici, i gusti ricercati e i testi richiamano costantemente l'era d'oro del gruppo di "Different Class".
Peccato che nei Pulp non ci fosse solo fascino ma anche uno spessore musicale imparagonabile alle classiche melodie indie-disco dei Long Blondes.
Kate è brava, elegante, sicura. Un misto tra Chrissie Hynde e Debbie Harry (Patti Smith quando le atmosfere si fanno più profonde in Heaven Help The New Girl) ma il resto della band risulta musicalmente più vicino ai Franz Ferdinand che ai Pulp.
Niente di male se i brani non fossero interessanti solo a sprazzi, quasi mai nella loro interezza.
La musica pensa a Smiths, Cabaret Voltaire, Banshess ma non riesce ad amalgamarsi completamente con la parte cantata.
La profusione di energie è esagerata nel voler dimostrare che si fa dell'indie adulto. Che si guardano film d'essai, noir d'annata e che le influenze sono quelle della new wave colta.
Il risultato finale in "Someone To Drive You Home" è contrario alle intenzioni: un disco da ragazzini che si atteggiano ad essere grandi (impopolarmente dico che Long Blondes in questo sono e ottengono l'opposto degli Arctic Monkeys).
Due brani molto belli: Giddy Stratopheres e You Could Have Both. Per il resto ottimo indie d'ordinanza.
Mi sa che anzichè le nuove Elastica abbiamo scoperto i nuovi Sleeper......

6/10

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