27 ottobre 2011

Noel Gallagher's High Flying Birds

122.000 copie vendute in una settimana, come se internet non fosse mai esistito. La prova della "Retromania" di Simon Reynolds. D'altra parte, se gli Oasis (ultimi generazionali in termini di popolarità) già all'epoca venivano considerati dei contemporanei del passato, figurarsi il dad-rocker in persona: Noel Gallagher. E ora, proprio per questo, quella generazione non può che comperare il suo disco nello stesso retro-style che si deve a chi retro-rappresenta ciò che si è amato e posseduto. Coloro che cercano qualcosa di diverso, o peggio ancora di nuovo, si rivolgano dove già si rivolgevano prima. Qui, per noi nostalgici, la cosa "vive".
Com'è? Molto solista, ritmicamente ripetitivo, ben arrangiato, piacevolissimo e con quel tocco unico per la melodia memorabile che gli ritorna in If I Had A Gun.

8/10

21 ottobre 2011

This Must Be The Place

Sorrentino, il migliore che abbiamo, in "This Must Be The Place" non si supera ma prova ad adattare il proprio occhio all'esperienza straniera: meno visionario, più fotografico. Le immagini di Luca Bigazzi sono puro piacere continuo e tengono assieme una storia che altrimenti non ci starebbe. Sean Penn, qui bravissimo, è più Rock del regista e il suo Cheyenne lotta per essere la Star decadente (sempre troppo poco per noi che immaginavamo la biografia di Robert Smith) che Sorrentino vorrebbe solo strumentale al guardare altrove. Molti momenti divertenti. Un'ultima mezz'ora da urlo e un Harry Dean Stanton (tributo a Paris Texas?) da strapparsi i capelli. Il videoclip con i Talking Heads bisognava tagliarlo.

19 ottobre 2011

Drive

Film di macchine insolitamente gradito alle fanciulle (Gosling strafigo, mi dicono). Ottimi effetti sonori. Efficacissimi silenzi. Regia superlativa, piena di raffinatezze e "movimenti" che sei sempre li che pensi: ma quanto bravo è sto Refn e quanto dovrò dire che mi è piaciuto. Nonostante la debolezza del plot e quell'atmosfera anni '80 a la In For The Kill di La Roux che non mi emoziona.

12 ottobre 2011

Beady Eye - Gran Teatro, Padova 08/10/11

La grinta da rivalsa dell'esordio se n'è andata, ora bisogna fare i conti con la fatica di riempire i teatri. I ragazzi suonano eccome, Liam (gli anni passano anche per lui) si impegna responsabilmente, ma l'idea della band è andata un po' scemando. Diciasette (tutto "Different Gear, Still Speeding" compresa ogni b-side e bonus track disponibile) onestissime canzoni Faces-like e il coraggio di resistere 90 minuti alla tentazione del botto facile che una "cover" degli Oasis provocherebbe. Ottime le code strumentali di Wigwam e Morning Son. Bel concerto Rock'n'Roll (il primo con Francesca sulle spalle), ma più di così i Beady Eye non decolleranno. Aspetteremo con loro che anche Noel atterri.

foto

6 ottobre 2011

Lutto

Mi stavo facendo la barba, l'ho sentito alla radio, commosso sono corso fuori per dirlo ai miei cari.
Oggi se ne è andato il Cristo dei non credenti e sono tristissimo.

4 ottobre 2011

A Dangerous Method

Keira Knightley nelle snervanti crisi isteriche sembra Alien e questo (molto mal riuscito) pare l'unico elemento esteticamente Cronemberghiano del film. Eppure, lontano dalle lungaggini del cinema biografico, "A Dangerous Method" mostra, con inaspettato quanto scorrevole rigore formale, tutte le tensioni e le ossessioni del regista canadese. Sesso, violenza e morte sono stavolta misurati nella mente anziché sulla carne. Un esercizio intellettuale che passa attraverso l'intensità delle interpretazioni dei protagonisti (Viggo Mortensen troppo "texano" per essere Freud) esagerando forse nella sintesi dei temi sfiorati: psicoanalisi, psichiatria, religione, mortalità della sessualità...
Freud a Jung mentre sbarcano in America: "Non sanno che stiamo portando loro la peste".