1 dicembre 2006

Te piace 'o presepe?

Luca Volontè, capogruppo dell'UDC alla camera: "L'esclusione della vendita del presepe in Italia, da parte di Ikea, Rinascente, Standa, Oviesse e di altri gruppi multinazionali, è il risultato di una vergognosa colonizzazione messa in atto per sradicare l'identità cristiana e per togliere a un paese cattolico come il nostro un simbolo secolare che rappresenta il Natale".

Stessi toni da crociata per Gaetano Quagliarello di Forza Italia e Alfredo Mantovano di Alleanza Nazionale, che accusano Ikea di "evidente pregiudizio anticattolico". "Serve un sano boicottaggio natalizio".

Verrà il giorno in cui li vedremo sfilare con i no global. Verrà.

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10 commenti:

Bluto ha detto...

Questi manco sono cattolici: BIGOTTI puri!

JOYELLO ha detto...

Io comunque li tranquillizzerei:
a verona Oviesse e Auchan (gruppo Rinascente) con annesso BRICO Center, vendono statuette, muschio, stellecomete, pecorelle, bambinelli e pastorelli di ogni foggia e valore.
Ad IKEA non sono andato in tempi recenti ma... Loro non hanno MAI venduto presepi, mi pare. perché accanirsi SOLO adesso e, soprattutto, per una cosa LEGITTIMISSIMA come vendere QUELLO CHE GLI VA?
Bah!

luca ha detto...

Si dubito anch'io all'Ikea li abbiano mai venduti.
Credo però sia giunta voce ai nostri crociati che alla Rinascente di Padova il presepe non c'è più. Così come in quella di Milano etc.
Di qui il "polverone".

Pensare che la motivazione era solo che il presepe non tira più.

Loska ha detto...

certo che verrà, e anche presto:

pare che Mc Donalds non abbia previsto di inserire come gadgets nei menù natalizi nè le immaginine di Gesù ne altre icone del natale cristiano.


ONTA E DISONORE.
E divennero No Global.

blago ha detto...

in un esercizio privato ognuno può vendere o non vendere ciò che gli pare...

e poi un buon cristiano si dovrebbe giudicare dal numero di statuette che compra e appoggia su uno scaffale?

mah...non è affar mio

ArteDelNastrone ha detto...

Non so se ridere o piangere. Mah.
Lucea

luca ha detto...

Ridiamo. Ridiamo.
Vogliamo non ridere di uno come Volontè?

Anonimo ha detto...

Perdonami il lungo commento, nemmeno tanto tempestivo, ma ho avuto bisogno di pensarci un po’.
Non vorrei intervenire sugli aspetti religiosi su cui non ho né competenza, né posizioni da sostenere, né voglia di parlare, ma su quelli commerciali su cui invece vorrei dire la mia.

La domanda è questa. E se invece di andar male le richieste del presepe andassero benissimo? Le ragioni del marketing suggerirebbero allora ai vertici di Rinascente&Co di tornare a riempire gli scaffali di buoi e asinelli. Senza dover nemmeno pagare le royalties alla Disney di turno, visto che sui Re Magi non c’è nessuna ® di registrato. Il presepe è merchanding? Il presepe si vende ancora senza un’opportuna campagna di rilancio? Senza un’idea che lo adegui alle nuove richieste dei consumatori? Senza un testimone? Senza un cartoon che ne giustifichi l’ingresso nell’Happy Meal? E pensare che qualcuno ha definito questa “come la più grande storia del mondo”. Di fatto il polverone rilancia un po’ il presepe e qualche produttore, dalla cina o dalla valgardena che sia, finirà col ringraziare questi uomini di dubbia Volontè. A me qualcosa comunque non torna visto che oggi, in giro per diversi punti vendita, di presepi ne ho visti parecchi e con un sacco di accessori. Che in giro le rassegne dei presepi hanno un sacco di visitatori, che proliferano i presepi viventi. Altro che presepe morente.

Non vorrei passare per un difensore della fede, che mi sembra abbia già dei pessimi avvocati. Ma a me questa Maria che nessuno vuole più ricorda tanto la Jessie di Toy Story2 e mi fa un po’ tenerezza (ammesso che sia vera crisi del presepe). Ti sembro profano? Che il mio sia un rigurgito nostalgico per certi simboli o per certi sogni d’infanzia, dopo una vita adulta spesa in scelte laiche e consumismo? Certamente in un grande magazzino o in grande store di musica, di sport o di giocattoli mi piacerebbe trovare un po’ di tutto e non sentirmi dire che quel disco non si ascolta più (senza nemmeno sforzarsi di ordinartene una copia) o che nessuno pratica più il tuo sport preferito. Quando il Subbuteo è sparito dagli scaffali, perché nessuno lo produceva più, è stata dura: adesso qualcuno ci ha ripensato, ma è solo che una brutta copia. Mi dirai per questo internet è una manna. Per questo c’è l’e-commerce. Per questo c’è e-bay.

Alla fine mi rimane un dubbio: siamo davvero sicuri di essere noi a decidere cosa finirà sugli scaffali? Se è vero che ognuno può vendere o non vendere quello che gli pare, potrebbe anche decidere di non farmi trovare quello che cerco. Apparentemente illogico, ma possibile. Qualcuno andrà a cercarselo da un’altra parte. Qualcuno, non trovando il pane, comprerà i grissini. E se stessimo semplicemente scegliendo quello che altri hanno già scelto per noi?
Lungi da me l’idea di criticare Ikea, che tanti problemi mi ha risolto, ma non posso dare del tutto torto a chi osserva che alla fine il suo modello rischia di essere una casa bella, carina, ma uguale per tutti. Come dire una democrazia un po’ noiosetta. E senza quell’orribile presepe.


Grazie per l’ospitalità

luca ha detto...

Caro anonimo,
ti ringrazio molto.

Hai trovato la voglia di condividere e scrivere qui una riflessione così interessante.

"Sanamente dubbiosa" come sono le argomentazioni con le quali chi ti legge non ne sa dar fuori.

Bellissimo.

federico ha detto...

Per loro meglio che un "simbolo" come il presepe sia reso un oggetto commerciale da multinazionali che scelgono se venderlo o meno solo in base a meri calcoli commerciali.
In che mondo vivono? non nel mio.
Una risata li seppellirà...