9 settembre 2009

09.09.09: Shop now

Premetto che non vedo l'ora di mettere le mani sia su Rock Band: The Beatles che sul cofanetto della loro discografia rimasterizzata.
Ma tutto questo clamore, questa euforia collettiva, per una semplice riproposizione di classici trattata come evento rivoluzionario, non fa pensare a nessuno sia il segno che la contemporaneità musicale, nella sua invendibilità, abbia davvero cessato di esistere?

20 commenti:

occhiobuio ha detto...

ola!

onan ha detto...

occhiobuio: tu che dici?

St ha detto...

Mi intrometto: a mio parere è un segnale che testimonia non solo la crisi delle vendite, ma anche che l'inventiva musicale è arida come non mai e ci si rifugia a lustrare qualcosa che di buono lo è sicuro.

E da bravo allocco io ovviamente compro il box set;)

dario ha detto...

sì.

ma sono i beatles, per dio. :)

Andrea Privitera ha detto...

Secondo me no. I grandi classici ci sono sempre stati, così come c'è sempre stata tanta buona musica contemporanea. Il fatto è che è più facile vedere la bellezza dei classici piuttosto che quella dei contemporanei.

Oggi questo meccanismo si nota ancora di più perché il pubblico si è frammentato: tutte le novità valide sono più o meno indie e ciascuna di esse ha la sua piccola fetta di pubblico. Certo, la contemporaneità musicale è più difficile da vendere, ma esiste eccome.

Anonimo ha detto...

i cd rimasterizzati fanno quasi tutti cacare, sanno di finto, si evidenziano, per farla breve, troppo gli acuti e poco i bassi. Saranno un'eccezione???????????

onan ha detto...

St: è esattamente ciò che intendevo. Box set compreso che comprerò.

dario: sì, sono i Beatles per dio. :)

Andrea: quindi tu riesci ad immaginare tra 40 anni un bel box set, con euforia collettiva, di una band nata negli anni '00? Fuori i nomi.

anonimo: lo sapremo presto. Ma l'effetto restauro è sempre pericolosissimo. George martin, tra l'altro, si è pure astenuto.

ilgmk ha detto...

Ciao Onan,
ad essere sincero ho qualche problema ad immaginare un box set accolto con euforia collettiva di praticamente qualunque band nata negli ultimi 30 anni... Ma sinceramente, quanti nomi nella storia del pop rock possono essere una tale "botta sicura" a livello di vendite collettive (e sottolineo il collettivo) a tale distanza temporale come i Beatles? Me ne son venuti in mente si e no meno di una decina… Per cui sarei dell’idea che i Beatles son più che altro un’eccezione che si presta ad essere spremuta nei momenti di bisogno.
Ciao!
Marco

onan ha detto...

ilgmk: che i Beatles siano stati i più grandi non c'è dubbio. Ma non c'è decennio che non abbia bands per cui non varrebbe la pena di entusiasmarsi (magari non in questo modo) per qualche box set. A parte il decennio '00 dove, davvero...

occhiobuio ha detto...

"C'è una fine per tutto. E non è detto che sia sempre la morte"
(GG)

Andrea Privitera ha detto...

Onan, sulla invendibilità sono d'accordo con te: non riesco ad immaginarmi una operazione di marketing del genere per un gruppo degli anni '00. ma il mio punto è: attenzione a non confondere l'invendibilità con la mancanza di bravura. Con mp3 e frammentazione dei generi musicali si sono solo dispersi gli ascoltatori, ma di musica valida se ne continua a fare.

onan ha detto...

occhiobuio: fantastico.

Andrea: tre nomi di gruppi nati negli anni '00 di cui varrebbe la pena un box set tra trent'anni?

-R- ha detto...

ciao onan
leggo spessissimo il tuo blog ma sono sempre di corsa e non riesco mai a scrivere.
ora ci provo.
premetto che il box me lo comprerò a breve perchè anche io sono del filone "sono i Beatles per Dio"..
per quanto riguarda la musica degli anni 00..sono d'accordo con chi dice che di buona musica ce n'è e si fa..il problema è di carattere mediatico..è proprio questo che secondo me suggerisce una frammentazione dei gusti che tende a svalorare le nicchie e a massificare il controllabile come tutti quegli pseudoprogettini progettucci che noi tutti sappiamo. Semplicemente i media tendono a realizzare il disegno di una società basata sull'effimero e sull'immagine..So che può sembrare fuoriluogo un discorso di questo tipo ma invito a spendere qualche minuto nel pensarci..
ovviamente è piu figo un finley che un Manuel Agnelli ahahahaha...
questa è l'inevitabile piega che si sta prendendo..ripeto per una mediativizzazione che colpisce le fasce societarie piu plasmabili.
Per cui, chiudendola qui e riconoscendo di aver peccato nell'essere prolisso, non starei qui a fare nomi di chi meriterebbe un box tra un paio di manciate d'anni tra i gruppi attuali perchè anche se ci riuscissi mi risulterebbe molto faticoso...il vero problema è che non mi sorprenderebbe se riuscissero a farlo..e secondo me manca poco..

onan ha detto...

-R-: i nomi, fuori i nomi. Mancano solo 3 mesi alla fine di questo decennio. Credete davvero nei miracoli?

-R- ha detto...

no, il contrario..credo proprio che, ahimè, non si possa parlare di miracolo quanto piuttosto di una cosa che vedo realizzabilissima tra qualche anno..
basta commissionare qualcosa al gran buon Cecchetto e con l'aiuto di qualche esperto di immagine e qualche esperto di marketing il giuoco è fatto..
Finley - the best of ...magari mio figlio lo comprerà..e gli staccherò la testa ovviamente...o chessò..the very best of tokyo hotel magari lo comprerà la figlia della mia vicina di casa..

ilgmk ha detto...

Vedi Onan, anche io sottoscrivo che il problema sta nella frammentazione del mercato. E il "rock" è diventato nei 00 spesso fenomeno di nicchia. Vuoi tre nomi? Me ne vengono in mente alcuni. Ma non di "rock band". Sicuramente in ambito R'N'B-hip hop ne saltano fuori. Il problema è che in questo decennio la carretta dell'innovazione (che c'è stata, anche se non ai livelli del decennio precedente) sposata al successo di pubblico, l'han tirata altri generi.

Riguardo al successo di eventuali operazioni: andando oltre il revival "di moda" o legato a fattori contingenti (di solito decessi), chi sono i "vecchi" su cui le case discografiche possono contare senza dubbio per far ogni volta quattrini con la q maiuscola, ovvero vendendo vere camionate di dischi? I soliti nomi. Basta vedere i risultati delle ultime operazioni: Elvis, Beatles, Abba e Zeppelin. Poi qualcun altro un gradino sotto. E tra qualche anno, quando la EMI avrà bisogno di quattrini sicuri, ecco i Beatles su i-tunes...

Scusa la lungaggine.
Ciao!!

stu ha detto...

Vorrei sapere come si permettono di rimasterizzare dei capolavori del genere,è come se uno prende la Gioconda e gli dà un di nero sul vestito perchè secondo lui è poco lucido.

modesty ha detto...

all you need is love, baby!

:-) o no?!

onan ha detto...

stu: un po' lo penso/temo anch'io. Ma mi sembra che che ha ascoltato ne stia parlando molto bene.

modesty: o no? :)

Joyello ha detto...

Premesso che io non ho ancora deciso cosa fare, se comprare il cofanetto o meno, intendo... Però mi viene da rispondere a Stu riguardo il suo disappunto.
Innanzitutto a La Giocanda sono stae fatte operazioni di restauro ben più importanti di quella "inferta" ai dischi dei Beatles con un'attenuante (nei confronti dell'opera dei fab4) che i "vecchi" dischi, sia in vinile che in CD, sono ancora tutti lì e chiunque potrà decidere di continuare ad ascoltare quelli, fregandosene di queste nuove edizioni.
Non riesco nemmeno io a capire bene a quale pubblico siano dirette dal momento che anche io, beatlesiano tosto che ha comprato sempre tutto, Anthology, 1 e Love inclusi, si chiede se affrontare o meno questa spesa.
Però la comprendo e mi affascina.
Mi piace molto il lavoro che fa ProTools e sono certo che i tecnici di Abbey Road saranno stati molto rispettosi dell'opera nel renderne un servizio che ne migliora semplicemente il suono. Una cosa che non era riuscita nella semplice operazione di remaster di qualche anno fa. Chiunque sia appassionato sa che la qualità del Cd di Sgt.Pepper's uscito negli anni 90 è scandalosamente inferiore a quella del vinile degli anni 60. Stavolta, pare, sarà migliore, con una stereofonia tutta nuova e un suono che non toglie nulla all'originale.