10 dicembre 2006

"Lasciaci in pacs"

Era la scritta, sottostante la celebre immagine qui a fianco, dei volantini lanciati l'altro ieri dalla sede del Manifesto al passaggio del Papa.

Molti hanno sorriso quando qualche giorno fa il comune di Padova ha approvato una mozione che consente alle coppie conviventi di ottenere il riconoscimento anagrafico come famiglia fondata su vincoli affettivi.
Hanno sorriso perchè il fatto che il comune riconosca che due si vogliono bene non rappresenta alcuna conquista nell'ambito dei diritti.
E' vero, ma penso sbaglino a sorridire.
Con me lo pensa il Vescovo di Padova che ha dichiarato: "Questa non è più la città del Santo".
Lo pensa il Vaticano che ha iniziato a dare battaglia.
Lo pensa Bossi, che inconsapevole della situazione europea, dice: "credono di essere in Spagna, ma la gente non è scema".

E tutto questo per colpa di una giunta comunale proprio del mio Veneto "bacchettone e polentone". Sorridete. Sorridete.

2 commenti:

occhiobuio ha detto...

Dici bene. La decisione del comune di padova non ha alcun valore sul piano di un effettivo riconoscimento di diritti, riconoscimento che può passare solo attraverso una legge.
Ma sentirsi riconsciuti, anche se non ancora sul piano della legge, ma comunque da un'istituzione che rappresenta una comunità, è un po' più del nulla che il cinismo compiaciuto di certo realismo un po' furbino vuol far credere.

luca ha detto...

Tipo quel realismo furbino di Cacciari al quale la notizia aveva scatenato un'irresistibile risata. Almeno così riportava il Corriere.
Cacciari, che non si dichiara contrario ai pacs, avrebbe però detto che questa decisione del comune di Padova gli ricordava le mozioni dei comuni contro la guerra. Insomma roba inutile su cui i consigli comunali non sono tenuti a pronunciarsi.
Sulle guerre si può discutere. E' vero.
Ma le unioni civili credo siano un argomento di cui i comuni sono invece tenuti a pronunciarsi in primis.