10 novembre 2006

Spanish sharing

Alla fine di un processo tenuto in Spagna, il Giudice Paz Aldecoa ha assolto l'imputato accusato di aver condiviso file musicali con questa motivazione: “Una pratica che non tende a ottenere guadagno, ma soltanto copie private”.

Questa sentenza potrebbe aprire le porte alla legalizzazione del p2p nel paese iberico con grande preoccupazione da parte della IFPI che ha commentato la decisione del Giudice “inusuale”.

Da sottolineare che l'imputato era stato ‘beccato' in flagrante mentre consegnava un CD masterizzato ad altre persone con le quali si era messo d'accordo via e-mail, quindi non si tratta di un vero e proprio file-sharing anche se le canzoni del disco le aveva scaricate utilizzando un programma p2p, ma la sentenza potrebbe valere anche per gli utenti che non traggono assolutamente nessun profitto e utilizzano le proprie copie solo per ascolti privati.

Da ricordare che la Spagna è il paese che pochi mesi fa sembrava voler esprimere le intenzioni più restrittive a riguardo.

11 commenti:

occhiobuio ha detto...

il diritto come sempre legge le cose prendendole da un lato piuttosto che da un altro trovando difficile assumerle nella loro totalità. Parlare di uso privato è piuttosto complicato. Nel momento in cui io condivido un mio file con altri, sono in qualche modo già fuori dall'uso privato.
Ma dico questo mica per dire che la sentenza è sbagliata. A me quella sentenza piace. Perchè penso anzi che chi vuole risolevere la faccenda attrraverso un sistema di divieti è qualcuno che non vuole fare i conti con il mondo ed è già per questo destinato al fallimento e alla sconfitta.
Io credo che sarebbe il caso che qualcuno pensasse di vendermi qualcosa che non è la stessa cosa di un file che posso tranquillamente scaricare. A qualcuno sembra che oggi i cd siano qualcosa d'altro (di davvero altro) dai files?

blago ha detto...

io credo che il file sharing vada legalizzato. Oggi si scaricano o dischi classici (che han già venduto a loro tempo milioni di copie) o dischetti di emergenti e popolame indie-vario che forse mai nessuno pagherebbe. E proprio a questi gruppi giova il file sharing, poichè tendenzialmente si ascolta la musica ("gratis") e se piace si va al concerto e se ne parla agli amici o sui blog, fino poi a comprare il cd originale o merchandising vario...almeno io personalmente faccio così

satomi82 ha detto...

ho comprato in olanda un cd di un gruppo pop/rock locale per 15.99 euro. l'ho ascoltato prima di comprarlo, mi piaceva e ho deciso di regalarmi questo souvenir da amsterdam. l'ho aperto e nel libretto c'erano solo delle orribili foto senza i testi. non c'erano video. mi sembra un prezzo fuori dal mercato (vedi legge della domanda e dell'offerta)
qualche tempo fa ho letto di un gruppo (non mi ricordo quale) che ha venduto il suo singolo su formato memoria USB da 512mega. fossi stato in inghilterra l'avrei comprato volentieri, anzi adesso mi informo e ci faccio un post

luca ha detto...

Il packaging dei CD dovrebbe essere uno degli stimoli all'acquisto dell'originale. Lo penso sempre anch'io. E' curioso come tendenzialmente l'industria discografica stia invece rispondendo in modo opposto. Confezionando prodotti pressochè identici a quelli che riusciamo a riprodurre con le nostre stampanti. Booklet sempre più scialbi ed inutili che mi fanno rimpiangere lo sforzo di continuare a comperare originali i cd che davvero mi piacciono.

Sembra quasi vogliano forzare la mano ed accellerare il processo di scomparsa del supporto. Sembra vogliano portarci ancor più in fretta, di quanto già si stia andando, verso la musica solo come file.

Ma se sarà così, e sarà così, perchè dovrei comperare su iTunes ciò che è esattamente identico a ciò che trovo nelle cartelle dei miei "amici" in Soulseek.
Cosa mi viene dato in cambio?
Un vinile era diverso da una cassettina TDK.
illudiamoci pure che un CD abbia una qualità leggermente diversa da quella di un mp3.
Ma la differenza tra un file e un file qual è?

Forse hanno in mente un modo per non farci più condividere i files?
Penso sarà più difficile che inventarsi quel valore aggiunto che non riescono e non si sforzano abbastanza di trovare.

Forza. Sforzatevi. Su.

blago ha detto...

per rimanere in tema, e sentire una campana diversa da quelle finora sostenute da noi vi rimando a questo articolo fresco fresco...

ora la colpa sembra dei "file"...ma smettiamola!

GIUDICATE VOI: http://www.rockol.it/news.php?idnews=82641

(scusa l'intrusione luca :-)

luca ha detto...

Questa non è un'intrusione blago, è un'ottima segnalazione.

Morta la musica a causa dell'iPod dice Tom Waits ?
Sono solo cambiati i tempi caro Tom Waits
(non ancora abbastanza se c'è qualcuno in grado di reggere 54 tue canzoni). La musica li deve saper rappresentare se ne è capace.

A proposito di file sharing.
Stasera su LA7 ad Otto e Mezzo Luca Sofri presenterà il suo Playlist e tra gli ospiti ci sarà anche maroni che sicuramente parlerà di questo.

occhiobuio ha detto...

Lascia stare il nostro vecchio tom, luca. Lui, che a noi quarantenni e oltre non pateticamente giovanilistici sembra sempre comunque meglio di molti dei ragazzini sui quali ti accoccoli (e sui quali tu e i tuoi amichetti vedete incarnati ogni due anni i nuovi beatles), qualche puttanata se la può permettere, dai.

luca ha detto...

E come no?
Chi non se ne può permettere qualcuna?

Anonimo ha detto...

Non iasimo quello che dice tom waits, anch'io a volte ho la sensazione che questo sistema attuale sia un pò impersonale. E poi c'è troppa musica, non permette di imprimere bene
leo

luca ha detto...

Sul fatto che ci sia troppa musica convengo. Così come c'è troppo di tutto. Cinema. Giornali. Tv. Libri. Riviste. Videogiochi. Internet! Blogs! Di ogni cosa nel suo genere.
L'appassionato tende inevitabilmente a cercare di conoscere quanto più gli sia possibile. E' la deformazione della passione.
Il fatto che possiamo scaricare tutto senza il limite impostoci dal danaro falsa ogni cosa, non ci permette di affezionarci alla musica.
Un po', è vero, ci affezioniamo di più agli iPod che, guarda caso, abbiamo acquistato.
Va a finire che han ragione Tom Waits, Noel Gallagher, Jack White e tutti gli "avversari" della tecnologia?

O siam davvero diventati troppo vecchi per atteggiarci a reggere queste cose?

Anonimo ha detto...

No non credo sia una questione di vecchiaia, secondo me è un limite di capacità, capacità di inglobare e trattenere tutta questa roba. Cognitivamente non siamo fatti per tollerare e ricordare tutta questa massa di cose. in fin dei conti è un limite sano. Il problema è che il mercato spinge sempre oltre un limite, anzi appoggia l'assenza di limite come piacere. ma noi non siamo fatti così. Così l'esperienza estetica divente superficiale ed insignificante, perchè non si da tempo. Forse penso che è per questo che vivo molti meno albums memorabili

Leo