8 ottobre 2006

KGB

Putin continua a tacere sull'assassinio della giornalista Anna Politkovskaya

“Cribbio, Vladimir, c’è modo e modo di levarsi dai coglioni i giornalisti che danno fastidio!”


by malvino

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Tempo fa m'ero preso il suo libro "LaRussia di Putin" su Adelphi. Stupenda la copertina color vinaccia (o cremisi?), ma ancora più incredibile la passione conb cui questa donna scriveva, il sincero amore per la sua gente e il mio stupore per quello che lì si permette di fare questa nuova classe dirigente. Stupisce la volgarità grossolana con cui prevaricano, quasi una specie di arrogante noncuranza. Pensa poi che mentre l'ammazzavano Putin festeggiava il compleanno

Leo

guerrilla radio ha detto...

Аня
В субботу, 7 октября, в подъезде
своего дома была убита обозреватель
«Новой газеты» Анна Политковская


Qualche anno fa durante una conferenza stampa Berlusconi a braccetto del suo amicone Vladimir accusava la stampa di non raccontarla giusta sulla questione cecena, liquidando il tutto a "piccola repubblica cui è stata data la possibilità di fare elezioni democratiche, democraticamente svolte».
Fortunatamente nella stessa Russia non tutti la pensavano come Putin o Berlusconi,
e temerari giornalisti hanno portato avanti la loro campagna di informazione sul dramma ceceno.


Anna Politkovskaya era una di queste stoiche penne,
sino alla fine a cercato di raccontare del genocidio perpetrato dall'esercito russo in Cecenia,
mettendo in luce gli occulti legami fra terrorismo ceceno e attuale governo russo.

Durante l'assalto alla scuola di Beslan,
Anna è saltata immediatamente su di un aereoplano per raggiungere il luogo,
non capacitandosi di come dei terroristi vistosamente armati su di grossi camion avessero potuto passere i numerosi posti di blocco militari,
se non con un tacito consenso di questi ultimi.

Non c'era mai arrivata a Beslan, Anna
era a digiuno da quella mattina e sull'aereo avevo chieso da bere un tè caldo,
che l'hostess le ha servito dopo che "qualcuno" aveva ben pensato di avvelenare.

Nonostante questo episodio non si era certo scoraggiata,
e con il suo ultimo libro "la russia di Putin" aveva ottenuto anche una certa fama in occidente,
raccontando di come il dittatore russo si stava via via sbarazzando dei diritti umani faticosamente conquistati.

E ora nella riflessione generale su chi sia stato il mandante di questo omicidio,
ci pare ovvio che il silenzio del Cremlino urli la sua muta confessione


Guerrillaradio è in lutto.

occhiobuio ha detto...

Il lutto è ampiamente giustificato. Così come mi pare non abbisogni di tanti discorsi il concetto di democrazia che scorre nelle vene del compagno Vladimir.
E tuttavia eviterei letture semplicistiche di una realtà che è diventata in questi anni sempre più un bordello nel quale è terribilmente difficile anche solo semplicemente orientarsi.